A Olbia arriva il nuovo Polo scolastico di via Veronese

scuole via veronese olbia

Inaugurato in via Veronese il nuovo polo scolastico di Olbia

Il nastro tricolore è caduto ieri, 17 settembre, davanti a una scuola che vuole essere molto più di un nuovo edificio. Il nuovo polo scolastico di via Veronese è stato ufficialmente inaugurato alla presenza del sindaco Settimo Nizzi, della vicesindaca e assessora alla Pubblica istruzione Sabrina Serra e della dirigente scolastica Francesca Demuro. Erano presenti le autorità civili e militari, la console onoraria dei Paesi Bassi Cristina Ricci e la console onoraria di Francia Anna Cera, con la comunità scolastica e i tecnici che hanno seguito negli anni la realizzazione dell’intervento.

Oltre 10 milioni di intervento

Un progetto importante per la città, arrivato al traguardo dopo un percorso più lungo di quello inizialmente previsto e con un investimento che ha superato i 10 milioni di euro, rispetto ai circa 4,5 milioni inizialmente disponibili. Un impegno economico cresciuto nel tempo e che, come ha ricordato Nizzi durante la cerimonia, ha visto una quota consistente di risorse comunali. Ma la caratteristica più interessante del nuovo polo non è soltanto nelle dimensioni dell’intervento o nelle dotazioni tecnologiche. È nella scelta progettuale di non cancellare ciò che già esisteva, ma di inserirlo in un disegno più ampio.

Il nuovo complesso è stato infatti concepito mettendo in relazione i nuovi edifici con le preesistenze scolastiche dell’area, così da costruire progressivamente un unico polo. Una scelta fortemente voluta dall’amministrazione e che il sindaco ha indicato anche come possibile principio per i futuri interventi: dove le condizioni lo consentiranno, recuperare e valorizzare ciò che già esiste invece di partire ogni volta da zero.

Progetto nato nel 2018

Il progetto nasce dal concorso di progettazione del 2018 ed è stato sviluppato da un gruppo guidato da S.B.Arch. Bargone Architetti Associati, con Neostudio Architetti Associati, Rosmani Project, T.F.E. Ingegneria e T.E.S.I. Engineering, insieme ai professionisti Fabrizio Pisoni, Alessandro Deiana, Domenico Praticò, Tito Schiaccaluga, Claudia Massaccesi, Francesca Icardi e Valentina Mazza.

L’idea progettuale era quella di superare il modello della scuola come edificio isolato, mettendo in relazione gli spazi, il verde e le strutture già presenti. Un’architettura prevalentemente sviluppata su un unico livello, con grandi aperture, prospettive aperte e una particolare attenzione alla luce naturale. Al centro del sistema si trova l’agorà, pensata come luogo di incontro e cuore della vita collettiva della scuola. A colpire sono anche alcuni elementi costruttivi, come la grande copertura in legno che caratterizza il complesso. La luce entra attraverso ampie vetrate e gli ambienti sono progettati con soffitti alti e spazi aperti, creando una relazione continua tra ciò che accade all’interno e il paesaggio esterno.

La necessità della scuola

Durante l’inaugurazione Nizzi ha richiamato l’attenzione proprio sulla necessità di realizzare scuole nelle quali i bambini possano stare bene, con ambienti luminosi, ariosi e sicuri. Le grandi vetrate consentono ai bambini di mantenere un rapporto visivo con l’esterno, mentre dall’esterno permettono una maggiore visibilità degli ambienti scolastici. Anche la tecnologia è stata pensata intorno alle esigenze dei bambini. Il polo è dotato di sistemi di domotica per la gestione e il controllo delle temperature e dell’aria, con l’obiettivo di mantenere condizioni ambientali adeguate negli spazi della scuola. E ciascuna aula ha una propria caratterizzazione cromatica: colori differenti contribuiscono a rendere gli ambienti riconoscibili e meno anonimi.

La nuova struttura ospita la scuola primaria con dieci aule e la scuola dell’infanzia con sette sezioni, oltre a laboratori, spazi polifunzionali, mensa, cucina, palestra e aree verdi. Anche gli ambienti destinati ai più piccoli sono stati progettati tenendo conto delle loro necessità, con servizi direttamente collegati alle sezioni della scuola dell’infanzia. È dunque una scuola completa, nella quale gli spazi per la didattica convivono con quelli destinati allo sport, alla socialità e alle attività comuni. La palestra, una volta completata con gli arredi e le attrezzature, non è pensata soltanto per gli alunni: l’idea dell’amministrazione è che possa essere utilizzata anche dal quartiere e dalla città, al di fuori dell’orario scolastico.

Una scuola più sicura

Una scuola più sicura parte anche dalla strada. Per questo, insieme al nuovo polo, è stata ripensata la viabilità dell’area. Sono disponibili parcheggi lungo la strada e, più a ovest, ulteriori parcheggi riservati, collegati alla scuola attraverso un percorso pedonale sicuro. E c’è poi il “Kiss and Go”, una soluzione il cui nome racconta già la sua funzione. I genitori possono fermarsi il tempo necessario per far scendere il proprio figlio, salutarlo, magari con un bacio, e ripartire. Non un’area destinata alla sosta prolungata, ma uno spazio pensato per rendere più ordinato il movimento delle auto negli orari di ingresso e uscita e ridurre i rischi per i pedoni.

Alla sicurezza contribuiscono anche le telecamere e il sistema di recinzioni e cancelli che delimita il complesso e consente di controllare gli accessi.

Nizzi e Serra

Durante la cerimonia il sindaco Settimo Nizzi ha sottolineato il valore dell’investimento e l’obiettivo di realizzare ambienti nei quali «i nostri bambini devono essere felici di andare a scuola». Un concetto che si ritrova nelle diverse scelte del progetto, dalla luce alla qualità degli ambienti, dalla tecnologia agli spazi per lo sport.

Nizzi ha ricordato anche il significato delle risorse impegnate. L’amministrazione guarda al nuovo polo con orgoglio perché, nelle parole del sindaco, si tratta di un investimento realizzato con i soldi della comunità, quindi con le risorse provenienti dalle imposte pagate dai cittadini, trasformate in un’opera destinata ai bambini e alla città.

Per la vicesindaca e assessora alla Pubblica istruzione Sabrina Serra, l’inaugurazione rappresenta il punto di arrivo di «anni di lavoro, di impegno e di passione». Serra ha ricordato il contributo della dirigente scolastica Francesca Demuro, della comunità scolastica e dei tecnici che hanno accompagnato la realizzazione del progetto, sottolineando il valore di una struttura destinata non soltanto alla didattica ma alla crescita e alla formazione dei bambini.

Il polo di via Veronese si inserisce in una zona della città che negli anni ha conosciuto una forte crescita e nella quale il sistema scolastico è chiamato ad accompagnare l’espansione del quartiere. Il progetto, nato nell’ambito del programma Iscol@, punta proprio sulla possibilità di concentrare funzioni diverse e creare attorno alla scuola uno spazio di relazione con il territorio.

Ed è proprio questa idea che l’amministrazione vorrebbe portare avanti anche nei prossimi interventi. Nizzi ha indicato l’obiettivo di realizzare le future scuole secondo una filosofia comune, riprendendo dove possibile le caratteristiche costruttive sperimentate a via Veronese: l’integrazione delle strutture esistenti, gli ambienti luminosi e aperti, le grandi vetrate, l’attenzione alla sicurezza e una progettazione costruita prima di tutto intorno alle esigenze dei bambini.

Condividi l'articolo