Negozi e bar chiusi, solo 3 yacht ormeggiati: Porto Cervo sembra spettrale

La situazione di Porto Cervo.

È un paesaggio desolante, quasi spettrale, quello che accoglie i visitatori a Porto Cervo nella di metà giugno. “Sembra di stare a dicembre”. Aveva anticipato una ristoratrice di Abbiadori agli ignari passanti che le chiedevano informazioni. Ma lo spettacolo che gli si è offerto è al di là di ogni immaginazione, anche per chi è abituato a frequentare la Promenade du Port all’inizio della stagione.

I negozi e i locali aperti si contano nelle dita di una mano. Tre gli yahct presenti in porto, ma, commenta la solita ristoratrice ben informata, “Ci hanno assicurato che per luglio e agosto i posti barca sono tutti prenotati, speriamo”. Regnerebbe il silenzio, se non fosse per il forte vento di maestrale.

Pochissimi anche gli operatori intenti a preparare per la stagione rimasta al palo. Tanti di loro non sanno ancora se apriranno. Si attende, per vedere che aria tira e se la riapertura totale delle frontiere riporterà a splendere la Porto Cervo patinata a cui siamo abituati. Rari anche i curiosi di scoprire il bel mondo di quando il bel mondo ancora non c’è.

Allontanandosi dalla piazzetta si nota qualche faccia in più, qualche automobile in più. Gli hotel lungo la strada per Capriccioli sono tutti chiusi, compreso il leggendario Cala di Volpe dove ancora la ristrutturazione non è terminata. Arrivati in spiaggia la si trova quasi affollata, per la totalità da famiglie della zona. Molti approfittano di questo inizio estate anomalo dove non si sa cosa riserverà il futuro e nel dubbio, chi può, si gode una Sardegna tornata un po’ alle origini. Gioia di chi la vive, cruccio per gli operatori del settore.

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