Presidio dei trattori a Olbia, tra aeroporto e porto: “Lottiamo per la sopravvivenza”

trattori OlbiaFoto di Giovanna Tamponi

Presidio a oltranza dei trattori a Olbia

di Giovanna Tamponi

Agricoltori e allevatori galluresi non si arrendono, anzi intensificano la loro protesta sfilando nelle strade di Olbia con i loro trattori. Vogliono far sapere ai cittadini che la mobilitazione con presidio al porto continua. Oggi un lungo corteo autorizzato, formato da 35 trattori provenienti da tutta la Gallura, ha sfilato lentamente e pacificamente. Passando per il lungomare di Olbia i trattori hanno raggiunto l’aeroporto Costa Smeralda, scortati dalle forze dell’ordine. Il corteo poi tornato nell’area assegnata sulla banchina dell’Isola Bianca, dove il presidio continua stabilmente da giorni. All’interno dell’area vi sono titolari di aziende piccole e medie, che protestano contro la Pac, la Politica agricola comune, che a loro parere penalizza il settore agroalimentare.

Il portavoce tra i trattori a Olbia

Il portavoce degli agricoltori è Giovanni Battista Pruneddu, titolare di un’azienda agricola di Luogosanto. Sostiene con vigore l’importanza della protesta per la difesa dei diritti degli agricoltori e degli allevatori galluresi. “Se siamo qui è per la nostra sopravvivenza. L’organismo pagatore della Sardegna, l’Argea, non sta erogando i contributi per noi vitali senza i quali non saremo in grado di coprire i nostri costi di produzione”. Un altro punto che il Pruneddu ritiene importante riguarda le scelte green dell’Europa. Teme che mettano definitivamente in ginocchio la loro categoria “Si sta cercando di deviare il normale corso dell’agricoltura verso altri settori produttivi, facendo scomparire i cibi della nostra tradizione”.

“Non riusciamo ad avere nessuna spiegazione da Argea – conclude -, abbiamo invitato il direttore a venire ad ascoltarci ma non ha mai risposto”. Gli agricoltori hanno richiesto l’autorizzazione per protrarre il presidio almeno fino al giorno delle Regionali, domenica 25 febbraio. Promettono, in mancanza di risposte, nuove iniziative e nuovi cortei “fino a quando non arriveranno risultati concreti”.

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