I controlli per abusi edilizi in Gallura.
Sequestri e contestazioni per abusi edilizi e violazioni ambientali hanno interessato negli ultimi giorni la Gallura e la costa nord-orientale della Sardegna, a seguito di un’ampia attività di indagine condotta dal Corpo Forestale, sezione di polizia giudiziaria della Procura di Tempio Pausania.
Il provvedimento più rilevante ha riguardato un cantiere di Porto Rotondo, dove sono stati individuati circa 1500 metri cubi di volumetrie irregolari nella costruzione di una villa di lusso a meno di 300 metri dal mare. Secondo gli accertamenti, sarebbero stati eseguiti ampliamenti non autorizzati, con il cambio di destinazione d’uso di un seminterrato e di un locale tecnico annesso alla piscina.
A Olbia, in località Paule Lada-Via Tremuleu, è stato sottoposto a sequestro un capannone in muratura con adiacente tettoia di 130 metri quadri: destinati formalmente a funzioni agricole, sarebbero stati invece trasformati in spazi commerciali per il deposito e la vendita di materiali edili, in assenza di permessi.
Ulteriori irregolarità sono emerse ancora a Porto Rotondo, in località Punta Volpe e ad Arzachena. In quest’ultima località un chiosco sulla spiaggia di Liscia Ruja ospitava strutture permanenti sul demanio marittimo prive di autorizzazioni. Infine, il Tribunale del Riesame ha confermato il sequestro di parte di un complesso turistico a Golfo Aranci, dove sarebbero stati alterati habitat e realizzate opere non consentite in area paesaggisticamente vincolata.
