La Regione boccia il Piano Mancini di Olbia, ma la procura accende un faro sul progetto: “Si faccia chiarezza”

La rabbia dei consiglieri regionali Li Gioi e Meloni.

“A distanza di sette anni dal ciclone Cleopatra la città di Olbia non solo non è mai stata messa in sicurezza ma gli olbiesi sono e saranno ancora costretti a vivere nell’angoscia per chissà quanto tempo ancora”. Parole di fuoco quelle pronunciate dal consigliere regionale del M5S Roberto Li Gioi. Nell’ultima seduta dell’anno la Giunta regionale ha bocciato il Piano Mancini, il famoso progetto per mettere in sicurezza Olbia dal rischio di una nuova alluvione.

Una scelta arrivata proprio pochi giorni dopo da quando è trapelata la notizia che la Procura di Tempio ha deciso di accendere un faro sul suo iter di approvazione, acquisendo la documentazione necessaria negli uffici regionali di competenza. Lo scorso 31 dicembre, alle ore 11, la Giunta si è riunita in videoconferenza. Va detto che l’ordine del giorno non prevedeva la discussione del progetto, ma il tema è stato portato all’attenzione della riunione dall’assessore all’Ambiente Gianni Lampis, permettendo così alla Giunta di recepire la bocciatura del Piano ricevuto recentemente dello Svi, il Servizio di valutazione impatti ambientali.

“L’unico Piano valido finora mai esistito – riprende il consigliere pentastellato – oggi affossato con motivazioni ridicole, pretestuose, che arrivano dopo oltre dieci pareri positivi rilasciati da tutti gli enti competenti che si sono espressi finora”. Nel parere dello Svi si fa infatti riferimento al dislocamento del materiale prodotto per realizzare le vasche di laminazione e all’assenza di autorizzazioni di alcune cave ad accoglierlo. “Problemi risolvibili in corso d’opera che sicuramente non giustificano una bocciatura che porta a dover ricominciare tutto da zero – osserva Li Gioi – . Volendo essere fiduciosi Olbia avrà un nuovo progetto tra altri cinque anni”.

Sulla vicenda interviene anche il consigliere regionale del Pd Giuseppe Meloni. “Attendo di leggere la delibera, annunciata corposa, con la quale la giunta regionale parrebbe aver accolto i rilievi dello Svia sugli interventi previsti nell’ambito del piano di messa in sicurezza dal rischio idraulico della città di Olbia – afferma l’esponente Dem -. Una decisione che non mi sorprende, considerato che il sindaco di Olbia, da sempre ostile al piano, non più tardi di 11 mesi fa dichiarava a mezzo stampa che il presidente della Regione la pensava esattamente come lui circa la necessità di bocciare quel piano per favorirne uno alternativo”.

Meloni ricorda che il piano alternativo della Technical, “ad oggi non è altro che un mero studio di fattibilità, che non è stato oggetto di alcun finanziamento e che prevede una vasca di laminazione alle porte della città grande quanto tutte quelle del piano Mancini messe insieme”. “La decisione della Regione appare, considerato anche l’atteggiamento ostruzionistico tenuto negli ultimi mesi dalla giunta regionale, come una precisa scelta politica maldestramente mascherata da una presunta decisione tecnica degli uffici. Ha vinto Nizzi e hanno vinto anche i Nimby, ossia coloro che sono più interessati alla difesa dei propri interessi immobiliari che alla salvaguardia della città”, afferma Meloni.

Parole che trovano riscontro nelle conclusioni espresse da Li Gioi, che ricorda come ora “gli olbiesi dovranno continuare a vivere nel terrore per lunghissimi anni, tremando ad ogni acquazzone e pregando di essere soltanto sfiorati dalle sempre più frequenti bombe d’acqua”. Il consigliere pentastellato, però, sottolinea anche un altro aspetto: “Questa vicenda merita di essere osservata da molto vicino. Perché un parere negativo non può arrivare dopo cinque anni senza che nessuno si sia mai chiesto il perché, o preoccupato che il dilatarsi a dismisura dei tempi porterà quasi certamente alla perdita dei 125 milioni stanziati dal Governo per la sicurezza di Olbia”. 

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