Un caso raccapricciante di revenge porn avvenuto a Olbia.
I suoi video hot erano stati rubati dal suo telefono e sono stati perfino trasmessi in un bar a Olbia. L’assurdo caso di una donna gallurese vittima di revenge porn è stato riaperto grazie al gip del Tribunale di Cagliari che ha ordinato la riapertura delle indagini di una vergognosa vicenda che rischiava di essere archiviata.
Il caso rischiava l’archiviazione.
La richiesta di archiviazione precedentemente avanzata dalla Procura distrettuale è stata quindi respinta e, finalmente, la vittima olbiese avrà giustizia. La decisione accoglie le istanze dei legali della vittima, riportando l’attenzione sulla vicenda avvenuta tra la fine del 2022 e la primavera del 2023. Grazie alle indagini si è risalito a quattro persone, che risiederebbero a Olbia, non solo sono accusate di revenge porn, reato punito fino ai sei anni, ma anche di estorsione. Gli autori del reato rischiano pene fino ai 16 anni di carcere.
Indagini per identificare i soggetti.
I soggetti, non ancora identificati, hanno perfino preteso somme di denaro in cambio della trasmissione dei filmati, nei quali i protagonisti della vicenda sono riconoscibili. Il materiale sarebbe stato trafugato da una cartella riservata di un telefono che la donna aveva affidato a terzi per scopi professionali, legati a una riparazione. Per fare piena luce sulle responsabilità, il giudice ha ora disposto nuovi accertamenti tecnici, che prevedono l’acquisizione di dati informatici presso Meta.
