Sigilli alla clinica Azzena di Olbia, per l’accusa alcuni interventi non sarebbero autorizzati
La clinica Azzena di Olbia è finita sotto sequestro per presunte irregolarità legate agli interventi chirurgici eseguiti al suo interno. Secondo l’accusa, la struttura avrebbe svolto operazioni di chirurgia plastica a media e alta complessità senza possedere le necessarie autorizzazioni regionali. I sigilli sono scattati martedì 8 aprile su disposizione del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Tempio, su richiesta del pubblico ministero.
L’indagine è stata condotta dai carabinieri del Nas di Sassari, specializzati nella tutela della salute. Le verifiche avrebbero portato alla luce un’attività chirurgica che andrebbe ben oltre i limiti consentiti dalla normativa, in assenza di specifica autorizzazione della regione. La struttura, secondo la documentazione acquisita, era autorizzata unicamente per interventi ambulatoriali di bassa complessità. Tuttavia, negli ambulatori situati in via Vittorio Veneto, sarebbero state eseguite anche mastoplastiche additive e altre operazioni considerate invasive.
Il sequestro preventivo riguarda l’intera clinica e coinvolge il titolare e direttore sanitario, Giovanni Battista Azzena, medico chirurgo originario di Calangianus, specializzato in chirurgia mammaria. Come scrive La Nuova Sardegna, il professionista, respinge ogni accusa. Ribadendo l’alta avanguardia delle dotazioni tecniche della struttura, il fatto che sono sempre presenti uno specialista e un’anestesista durante gli interventi, e sottolineando che oltre a essere totalmente assenti denunce degli assistiti, gli interventi svolti, diversamente dalle accuse, siano da considerarsi di bassa complessità, nel pieno rispetto delle autorizzazioni ricevute.
