Contagi da coronavirus e scarsa comunicazione dalla Regione, la rabbia dei sindaci di Sassari e della Gallura: “Privati del nostro ruolo”

La protesta dei sindaci di Sassari e della Gallura.

I sindaci della Gallura e di Sassari su tutte le furie contro la mancanza di comunicazione circa i casi di positività da coronavirus. Dall’inizio dell’emergenza, i contatti tra l’autorità sanitaria locale, le forze dell’ordine e l’unità di crisi regionale sono pressoché nulli. Sulla vicenda prende parola il presidente dell’Anci e sindaco di Bortigiadas, Emiliano Deiana.

Chiediamo di essere avvisati al primo tampone positivo. Noi sindaci, inoltre, dovremmo sapere chi nei nostri comuni si trova in isolamento fiduciario“, chiarisce Deiana. Parole che vengono rilanciate da Nicola Muzzu, sindaco di Aggius. “Veniamo a conoscenza dei casi dai parenti degli infetti o tramite il sentito dire. Per chi ha una comunità piccola può risultare facile, ma per i comuni più grandi è molto complicato venire a conoscenza di tutti“, dice. Stesso discorso vale per il vice sindaco di Tempio Pausania, Giovanni Antonio Addis. “Il sindaco del Comune dove è presente un ospedale dovrebbe essere avvisato subito dei casi presenti nell’ospedale stesso”, afferma.

“Sono sgomento da questa situazione. I 3 casi di positività al coronavirus sono stati confermati per vie traverse e non ricevo alcuna comunicazione ufficiale dagli organi preposti. Sia come persona, sia come istituzione che autorità sanitaria – afferma Mariano Soro, sindaco di Pozzomaggiore -. Non è il momento delle polemiche, ma quando l’emergenza sarà rientrata allora si dovrà far chiarezza e chi ha sbagliato deve pagare. E aggiungo, se non conosciamo i casi di positività, come facciamo ad attivare il Centro operativo comunale? Paradossalmente questo ha risvolti legali qualora non lo attivassimo. Ma se non riceviamo comunicazioni, come facciamo?”.

Anche il primo cittadino di Ploaghe, Carlo Sotgiu, è indignato dalla mancanza di comunicazioni. “Ho saputo dei 4 casi di coronavirus in paese attraverso il buonsenso dei familiari che mi hanno contattato. In quarantena ci sono diverse persone ma non ho informazioni visto che i dati li possiede la Regione. Noi amministratori siamo disarmati da quel punto di vista poiché non vi è alcun obbligo di dichiararla al Comune – chiarisce -. Nemmeno le forze dell’ordine possono verificare il rispetto della quarantena dei positivi. Non conoscendo i casi non possono intervenire. L’autorità sanitaria non comunica come nemmeno la protezione civile nazionale. Io ho solo l’autorità senza comunicazioni”.

Posizioni condivise anche da Fabrizio Demelas, sindaco di Sorso. “La comunicazione che interessa noi è quella tra l’Ats e i comuni. Quella che dovremmo ricevere come stabilito dalla protezione civile nazionale e dalla presidenza del Consiglio dei Ministri. Abbiamo già attivato il C.O.C. in tempi non sospetti, una decina di giorni fa, ma non abbiamo conferme di positività a causa della mancanza di dati. Come sindaco resto in attesa di comunicazioni dal servizio di igiene per avere riscontro sui tamponi, ma tutto tace”, afferma.

Conclude l’ex consigliere provinciale e sindaco di Nule, Giuseppe Mellino. “In paese non abbiamo riscontrato nessun caso. Successivamente alle disposizioni della Regione riceviamo i file con i nominativi delle persone, spesso non aggiornati. L’unica nota positiva è che i cittadini stanno rispettando le restrizioni. Ma questo non basta. E’ necessario avere dati certi e soprattutto in tempo reale”, afferma.

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