Sostituzione di una condotta dell’acqua sulla Olbia-Sassari: possibili disagi

L’intervento sarà effettuato mercoledì 21.

Nell’ambito dei lavori per la nuova strada statale Sassari-Olbia, l’impresa incaricata dall’Anas dovrà modificare il tracciato dell’acquedotto Liscia (ramo sud) in corrispondenza dell’attraversamento dell’arteria stradale in costruzione. L’intervento è programmato per mercoledì 21 marzo e comporterà la sospensione temporanea dell’operatività del tratto di acquedotto interessato mentre l’erogazione all’utenza sarà garantita dalle scorte nei serbatoi fino al loro esaurimento.

A partire dalle 5 del mattino inizieranno le operazioni di chiusura delle saracinesche per isolare il tratto di condotta. Successivamente si procederà alla sostituzione dei pezzi speciali all’interno dell’attraversamento stradale. Lavori che si prevede di completare entro le 17. Di concerto con l’impresa incaricata dall’Anas, i tecnici di Abbanoa presidieranno il cantiere e seguiranno ogni passaggio delle operazioni e successivamente saranno mobilitate per il ripristino della funzionalità dell’acquedotto.

Sarà effettuato un costante monitoraggio dei serbatoi le cui riserve dovranno garantite il servizio in base all’andamento dei consumi. Al loro esaurimento si prevedono cali di pressione e temporanee interruzioni nelle seguenti zone

  • Olbia sud: previsione intorno alle ore 12,30-13,00 in Zona Bandinu, Poltu Quadu, Zona Aeroporto.
  • Murta Maria-Porto Istana: previsione intorno alle ore 11,30
  • Berchiddeddu-Sa Castanza: previsione intorno alle ore 15,30
  • Loiri centro: previsione intorno alle ore 15,30
  • Loiri Porto San Paolo e zona costiera, Vacileddi E San Teodoro: previsione intorno alle ore 11,30
  • Padru Centro: previsione intorno alle ore 16,30

Verso le 17, a lavori conclusi, saranno riavviate le manovre di riempimento dell’acquedotto e riapertura dell’erogazione. Operazione che dovranno essere eseguite in maniera graduale. L’intero sistema di approvvigionamento dovrebbe ritornare alla normalità in serata. Maggiori criticità potrebbero verificarsi nelle zone alte.

 

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