Anni di lettere minacciose alla ex: va in carcere 48enne di Arzachena

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Un 48enne di Arzachena è finito in cella per stalking.

Un 48enne di Arzachena è finito in carcere a Bancali perché autore di una serie di lettere minacciose contro la sua ex fidanzata. Nonostante la loro relazione si fosse interrotta nel 2007, nel 2024 aveva cominciato a perseguitarla inviando missive con contenuti gravissimi. Come riporta La Nuova Sardegna, il provvedimento è stato emesso dalla gip del Tribunale di Tempio su richiesta della Procura, conclude un’indagine condotta dal Commissariato di Porto Cervo.

Le molestie dal 2024.

Lo stalking era iniziato nel dicembre 2024 ed è emerso che l’uomo aveva già un divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico dallo scorso maggio per lo stesso reato ma ai danni di una vicina di casa di Arzachena. Questa serie di gravi condotte hanno aperto le porte del carcere per l’arzachenese che non si era rassegnato alla fine di una storica relazione e aveva cominciato a mandare lettere con cartucce da caccia, frasi ingiuriose e minacce di morte. Dopo una richiesta di archiviazione per mancanza di prove, si è arrivati alla svolta delle indagini.

L’arresto.

Ciò grazie alle telecamere posizionate dagli investigatori nei pressi dell’abitazione della donna, che hanno immortalato l’auto dell’uomo in occasione di un ennesimo invio postale nell’ottobre 2025. La successiva perquisizione domiciliare ha permesso di sequestrare diversi manoscritti. La perizia condotta dagli esperti della Polizia scientifica di Cagliari ha riscontrato una perfetta corrispondenza tra la scrittura del quarantottenne e le lettere minatorie, portando così alla riapertura dei fascicoli archiviati e alla conferma della sua responsabilità anche per un ulteriore messaggio inviato a luglio, a indagini ormai concluse.

Questo episodio fa discutere nel territorio, soprattutto dopo lo shock per il femminicidio di Tania Terrin in Veneto, avvenuto nonostante le numerose denunce e causa di forte sgomento nell’opinione pubblica sulle falle del sistema di protezione. Ad Arzachena, per fortuna, è accaduto il contrario: la macchina della giustizia si è attivata, applicando la misura più severa nei confronti dello stalker e impedendo che le segnalazioni della vittima rimanessero inascoltate.

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