Tragedia di Porto Cervo, le indagini sulla morte di Gaia Costa

Gaia Costa

Il punto sulle indagini per la morte di Gaia Costa

Vanno avanti le indagini sulla morte di Gaia Costa, la 24enne di Tempio investita lo scorso 8 luglio sulle strisce pedonali a Porto Cervo. La giovane, che lavorava come babysitter a Porto Cervo, è stata travolta mentre attraversava via Aga Khan, da Vivian Spohr, moglie del presidente di Lufthansa Carsten Spohr, in vacanza in Costa Smeralda con la sua famiglia.

L’accusa nei confronti di Vivian Spohr è omicidio stradale non aggravato, il che le ha permesso di rientrare nel suo paese pur essendo formalmente indagata. Le autorità hanno specificato che non c’erano motivi legali per trattenerla in Italia: la donna si era sottoposta a test tossicologici e alcolemici che hanno dato esito negativo, dimostrando piena collaborazione con gli inquirenti.

La Procura di Tempio Pausania ha, quindi, dato il via libera ad una analisi approfondita dei dati e ha affidato al consulente Giancarlo Rosa e all’ingegnere Marco Antonio Pes l’incarico di svolgere accertamenti tecnici irripetibili sia sul Suv condotto da Vivian Spohr che sul suo telefono cellulare, sequestrati subito dopo il fatale incidente. Gli inquirenti sperano che questi accertamenti possano fare piena luce sulle dinamiche e le cause della tragedia.

Nel fascicolo del pubblico ministero, a disposizione dei consulenti, rientrano anche tutti gli atti riguardanti i rilievi tecnici eseguiti dai Carabinieri della stazione di Porto Cervo e un filmato cruciale estrapolato dal sistema di videosorveglianza della zona. Questi elementi saranno fondamentali per ricostruire gli eventi di quel tragico pomeriggio.
La comunità attende ora con ansia i risultati degli accertamenti tecnici, sperando che possano portare chiarezza e giustizia per la giovane Gaia Costa.

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