Truffa aggravata e carenze delle navi, le indagini sui collegamenti della Delcomar

Le indagini della Guardia di finanza.

E’ scattata oggi l’operazione della Guardia di finanza che ha portato al sequestro preventivo di due navi traghetto, nonché di beni mobili, immobili, quote societarie e disponibilità finanziarie, per un valore di oltre 64 milioni di euro, nei confronti di due imprenditori e delle società Delcomar e la Delcoservizi.

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In applicazione della normativa Ue in materia di aiuti di Stato, la legislazione vigente prevede, infatti, la “continuità territoriale”, attraverso cui – grazie a forme di compensazione erogate a contropartita di obblighi di servizio pubblico imposti alle compagnie incaricate del servizio di trasporto –  è garantito ai cittadini l’esercizio del diritto alla mobilità e allo sviluppo economico-sociale dei territori interessati, assicurando nel contempo tariffe ragionevoli, nel rispetto di specifiche condizioni di orario, capacità e frequenza dei collegamenti, laddove le sole forze operanti sul mercato non possano offrire servizi di adeguato livello.

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Tra i requisiti, tuttavia, prescritti per poter partecipare e aggiudicarsi la gara i concorrenti avrebbero dovuto adibire unità dotate di stringenti caratteristiche strutturali volte a consentire il traghettamento, in condizioni di sicurezza, di merci pericolose e passeggeri, tutelando e garantendo, in particolare, le pari opportunità, in termini di accessibilità e di mobilità a bordo delle stesse navi, anche alle persone a mobilità ridotta.

Gli approfondimenti investigativi e le ispezioni svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Cagliari con l’ausilio di ingegneri navali, nominati consulenti tecnici dal magistrato inquirente, hanno definitivamente confermato l’ipotesi investigativa, evidenziando la inidoneità tecnica dei traghetti utilizzati, soffermatasi sul concreto rischio sussistente per l’incolumità delle persone con mobilità ridotta in caso di evento avverso, come un naufragio o un incendio fortunatamente mai verificatisi.

Oltre alle carenze tecniche e strutturali delle unità navali considerate, le indagini hanno anche permesso di rilevare come le suddette difformità (rispetto a quanto previsto sia dalla normativa vigente che dal bando) non fossero mai state sanate: circostanze, quest’ultime, che conseguentemente non avrebbero consentito la partecipazione né, soprattutto, l’aggiudicazione della gara.

Gli accertamenti hanno fatto rilevare inoltre l’avvenuto ricorso a sostituzioni irregolari del traghetto designato per le tratte Carloforte/Portovesme e Carloforte/Calasetta, non autorizzate preventivamente dalla stazione appaltante.

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