Ai domiciliari per presunta violenza sessuale in Gallura, la famiglia non lo vuole

Violenza sessuale

Caos in Gallura dopo la scarcerazione di un 64enne indagato per violenza sessuale su una parente.

La scarcerazione di un 64enne accusato di violenza sessuale aggravata ha generato forte tensione in un’abitazione in Gallura, fino all’intervento dei carabinieri. L’uomo, accusato di abusi sessuali su una parente stretta, ha lasciato nelle scorse ore il carcere di Bancali ed è stato disposto il regime degli arresti domiciliari. Una decisione che non è andata giù ai parenti della presunta vittima, da cui è stato richiesto l’intervento delle forze dell’ordine.

La vicenda.

L’episodio, accaduto in un paese della Gallura che per motivi di privacy manteniamo riserbo, si inserisce in una vicenda di presunti abusi sessuali che sarebbero andati avanti per diverso tempo contro una famigliare. Il 64enne era stato denunciato dal compagno della presunta vittima ed è finito indagato per violenza sessuale aggravata. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’uomo di 64 anni è stata emessa ed eseguita il 22 agosto 2026, a seguito degli sviluppi dell’attività investigativa condotta dalla Procura di Tempio e dai Carabinieri.

Cosa è successo.

L’uomo ha recentemente ottenuto dal Tribunale di Sassari la sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari, a seguito dell’accoglimento del ricorso presentato dal suo legale, l’avvocato Nino Vargiu. Così è stato scarcerato ed è potuto rientrare nella sua casa in Gallura. Pare che nell’abitazione quella sera ci fosse anche la presunta vittima, accompagnata da sua madre, ma il legale smentisce la notizia diffusa dalla stampa secondo cui la donna vive nella stessa casa del 64enne.

L’avvocato dell’uomo, Nino Vargiu, ha dichiarato che la presunta vittima: “non vive là da oltre 10 anni perché è residente altrove e non è inserita nemmeno nello stato di famiglia. Quella sera è intervenuta la moglie e il fratello di lei dicendogli che se ne doveva andare via di casa”. All’uomo sarà presto applicato anche il braccialetto elettronico. La vicenda mette così in luce la complessa gestione delle misure cautelari da parte dei famigliari di chi è indagato per gravi reati. Mentre l’attività giudiziaria prosegue il suo corso per accertare le responsabilità penali, resta alta l’attenzione delle forze dell’ordine per garantire la sicurezza e monitorare una situazione d’intensa conflittualità.

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