Una pièce a Olbia per Grazia Deledda
Mercoledì 16 settembre alle 21 in piazza dello Scolastico l’ultimo appuntamento della rassegna estiva “Sul filo del discorso“. In scena la vita e l’opera della scrittrice nuorese attraverso tre diverse età e lo sguardo dei giovani interpreti olbiesi
Sarà dedicato a Grazia Deledda, a cento anni da quello storico Premio Nobel per la Letteratura, l’ultimo appuntamento della rassegna estiva “Sul filo del discorso”. Mercoledì 16 settembre, alle ore 21, in piazza dello Scolastico a Olbia, andrà in scena “Come la nube sopra il mare”, pièce teatrale scritta da Cristina Ricci, che ripercorre la vita e l’opera della grande scrittrice sarda attraverso le diverse fasi della sua esistenza.
Nel 1926 il Nobel a Grazia Deledda
Nel 1926 Grazia Deledda ricevette il Premio Nobel per la Letteratura, un riconoscimento rimasto unico per due aspetti: fu assegnato a una donna italiana e premiò un’opera narrativa. Deledda era nata e cresciuta a Nuoro, dove visse fino ai 28 anni, in una Sardegna ancora profondamente isolata e lontana dagli ambienti culturali del continente.
La sua vicenda personale e letteraria è al centro della pièce, costruita a partire dai copiosi carteggi e dalla vastissima produzione dell’autrice. Una storia nella quale la scrittura entrò molto presto: a soli tredici anni Grazia Deledda iniziò a scrivere, facendo della letteratura non soltanto il proprio lavoro, ma anche uno strumento di affermazione personale in una società nella quale alle donne erano imposti forti limiti.
La sua emancipazione, racconta l’opera, non passò attraverso proclami o battaglie ideologiche, ma attraverso una vita nella quale seppe perseguire con determinazione i propri obiettivi, senza rinunciare alla famiglia e agli affetti. Una figura che, pur vivendo all’interno di una società patriarcale fatta di regole e costrizioni, seppe coniugare modernità e profondissima umanità.
“Come la nube sopra il mare”
La pièce porta così sul palco diverse Deledda. Isabella Ferracin, la più giovane del gruppo e studentessa di seconda media all’Ettore Pais, interpreta Cosima nel primo atto, dedicato alla giovinezza della scrittrice, alla Nuoro della sua infanzia, alla scuola, alla famiglia e alla scoperta del mare, insieme alla precoce determinazione a dedicare la propria vita alla scrittura e al racconto della Sardegna.
Nel secondo atto entra in scena Laura Asara, studentessa del liceo artistico, nei panni della Deledda adulta, moglie di Palmiro Madesani, residente a Roma e ormai scrittrice affermata, impegnata a realizzare i propri obiettivi professionali e artistici. Accanto a lei ci sarà la narratrice Giorgia Pinna, che nel finale interpreterà insieme a Roberto Orecchioni, entrambi del liceo musicale, una canzone di Maria Carta.
La Grazia Deledda matura, quella che ha ormai raggiunto il riconoscimento internazionale con il Nobel, sarà invece interpretata da Vanna Sanciu, volto noto di Olbia anche per le sue creazioni poetiche in limba.
A fare da filo conduttore della narrazione sarà il professor Henrik Schück, interpretato dall’architetto Maurizio Stazzu, figura legata alla cerimonia del Nobel e all’Accademia Svedese.
Uno degli aspetti particolari del progetto è proprio la scelta di affidare la rappresentazione a giovani interpreti, ai quali è stata lasciata libertà di affrontare i personaggi attraverso la propria sensibilità e la propria intelligenza emotiva.
Gli attori coinvolti provengono in parte dai vivai delle scuole di teatro di Olbia, “I Senza Quinte” e l’associazione “Su Entu“, con la regista Liliana Molina. Un percorso che ha riunito giovani talenti olbiesi accomunati dalla passione per il teatro e dall’impegno nelle attività teatrali.
Il centenario
Il centenario del Nobel offre così l’occasione per tornare a raccontare una donna che seppe anticipare, attraverso le proprie scelte personali e professionali, temi di grande modernità. In un’epoca nella quale le donne non potevano votare né essere elette, Deledda arrivò ad accettare la provocazione di candidarsi al Parlamento italiano, prima donna in Italia, per contrastare l’arroganza del potere dell’allora sindaco di Nuoro. E quando il divorzio era ancora lontanissimo dall’essere riconosciuto dalla legge italiana, scrisse “Dopo il divorzio”, affrontando nella narrativa una questione destinata a diventare centrale nella società italiana molti anni dopo.
La serata avrà anche un risvolto artistico e solidale. Il ritratto di Grazia Deledda utilizzato nella locandina è stato realizzato dall’artista olbiese Bernard Serru, che sarà presente alla rappresentazione con altri suoi ritratti dedicati alla scrittrice. Le opere saranno messe in vendita e il ricavato contribuirà a un’azione benefica destinata alla realizzazione di un pozzo nella scuola dell’infanzia del villaggio di Watinoma, in Burkina Faso.
Con “Come la nube sopra il mare” si chiude dunque il percorso estivo della quattordicesima edizione di “Sul filo del discorso”, che anche quest’anno ha portato nel cuore di Olbia libri, autori, teatro, musica e occasioni di confronto.
L’appuntamento è per mercoledì 16 settembre alle ore 21, in piazza dello Scolastico a Olbia. L’ingresso è libero.
