Lode al tramonto, a Olbia il cimitero si ferma ad ascoltare “Il rumore del lutto”

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Olbia ha ospitato per la prima volta in Sardegna il festival “Il rumore del lutto” nella particolare cornice di Su Luzzu. Il sole calava lentamente dietro la piccola chiesetta bianca e la luce dorata si stendeva sulle tombe della Collina della Porziuncola. Davanti, circa duecento persone ascoltavano in silenzio le parole dei relatori. Un’atmosfera raccolta ha accompagnato giovedì sera “Lode al tramonto. La contemplazione come gratitudine“, l’appuntamento che ha portato per la prima volta in Sardegna il festival Il Rumore del Lutto, giunto alla ventesima edizione. A Su Lizzu, il tema della morte è stato affrontato attraverso parole, spiritualità, meditazione e musica, in una serata che invitava soprattutto a fermarsi e riflettere sul significato del tempo e della vita.

Bianca Atzei e gli altri protagonisti della serata

Tra i protagonisti anche Bianca Atzei, che ha raccontato una propria esperienza personale. “Nel momento in cui nostra madre ci dà alla luce, il nostro orologio inizia a girare e noi iniziamo a morire. Ecco, paradossalmente, nel momento in cui ho preso coscienza di questo fatto ho ricominciato a vivere, mi sono sentita meglio”. Una riflessione particolarmente suggestiva in quel luogo e in quell’ora, mentre il giorno lasciava lentamente spazio alla sera.

La serata, curata da Caterina Sotgia, ha visto la partecipazione anche di Francesca Favotto, Daniel Lumera e don Francesco Fiorillo. Bianca Atzei ha accompagnato il momento con la musica, interpretando tra gli altri “No potho reposare” e “Hallelujah”. L’iniziativa è stata scelta come anteprima in Sardegna della ventesima edizione de Il Rumore del Lutto, festival nato per affrontare i temi della perdita e del lutto attraverso cultura, arte e riflessione. E proprio il tramonto, a Su Lizzu, è sembrato diventare parte del racconto: il tempo che scorre, la luce che cambia e un cimitero che per una sera si è trasformato in un luogo di ascolto e di contemplazione.

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