La battaglia contro Tirrenia: già 20mila firme per chiedere la revoca della concessione

Continuano le sottoscrizioni su change.org

“Ventimila firme, sottoscrizioni a valanga, per dire basta alla Tirrenia- dichiara l’esponente di Unidos Mauro Pili – e alla convenzione truffa dello Stato con la compagnia di Onorato. Un risultato straordinario raggiunto in pochissimo tempo e che ora punta a demolire la convenzione capestro tra il gruppo Moby-Tirrenia e lo Stato. Un furto legalizzato di 73 milioni di euro all’anno per complessivi 560 milioni di euro in 8 anni.

Un vero e proprio inganno ai danni della Sardegna e dei sardi. Servizi pessimi, costi alle stelle, navi vecchie, valanghe di milioni regalati illegittimamente dallo Stato alla compagnia di navigazione per violare le più elementari regole del mercato. Una continuità territoriale inesistente e senza controllo con navi vetuste che si fermano in mezzo al mare a seguito di black out durante la navigazione. E poi quelle navi dello Stato non pagate e vendute in giro per il mondo senza alcun tipo di controllo. Siamo dinanzi ad una mobilitazione senza precedenti che sta coinvolgendo decine di migliaia di cittadini, turisti, operatori dei trasporti e non solo. Il contafirme digitale della piattaforma internazionale Change.org che ospita la petizione “Basta Tirrenia” segna una crescita esponenziale del malessere verso la compagnia di navigazione sotto accusa per servizi pessimi e costi alle stelle.

Un danno incalcolabile che sta emergendo con i primi report sulle presenze turistiche in Sardegna. I trasporti e i biglietti alle stelle sono i primi responsabili di una stagione turistica duramente penalizzata dall’ennesima speculazione ai danni dell’isola. Oltre mille euro per una famiglia di 4 persone da e per la Sardegna, navi vecchie di 40 anni, mancati pagamenti per l’acquisto della società per 180 milioni di euro, una sanzione dell’antitrust per 29 milioni di euro, residenza fiscale spostata dalla Sardegna a Milano e soprattutto un regalo annuale di 73 milioni di euro statali. C’è quanto basta perché lo Stato revochi senza ulteriori perdite di tempo la convenzione con Tirrenia e avvii una procedura trasparente in grado di rimuovere questa palese alterazione del mercato e consenta una vera continuità territoriale da e per la Sardegna”.

La richiesta di revoca della convenzione promossa dal leader di Unidos Mauro Pili, già deputato e Presidente della Regione Sarda, ha raggiunto stamane la soglia delle 20.000 firme e la crescita del consenso sulla petizione cresce ora dopo ora. Nella petizione si chiede al Ministro dei Trasporti Toninelli l’immediata revoca della convenzione con la Tirrenia.

“Siamo costretti a subire ancora i ridicoli annunci della famiglia Onorato, prima la pantomima del padre Vincenzo alla Leopolda di Renzi che annuncia il costo di 14 euro per arrivare in Sardegna e poi quella del figlio che promette una tariffa per i sardi da 18 euro da ottobre a gennaio! Siamo alla presa in giro senza pudore e senza vergogna. Promesse farsa da sanzionare per pubblicità ingannevole e da promuovere al festival del cabaret. Ridicole affermazioni come quelle navi ultramoderne che arriveranno nel 2021, guarda caso a convenzione scaduta. Promesse destituite di ogni credibilità. La Tirrenia – denuncia Pili – applica costi dei biglietti da e per la Sardegna che hanno raggiunto livelli scandalosi che rendono l’isola sempre più inaccessibile a residenti, turisti, operatori economici. Un nucleo familiare, due adulti e due bambini, nella tratta Genova – Olbia, andata e ritorno è costretto a pagare oltre 1000 euro. Le navi della Tirrenia sono vetuste, alcune messe in rotta sulla continuità territoriale da e per la Sardegna con oltre 40 anni, basti pensare alla Moby Corse sulla Cagliari – Civitavecchia o la Moby Dada sulla Cagliari – Napoli. Sono numerosi i black out che si sono verificati a bordo delle navi in piena navigazione costituendo un vero e proprio pericolo per il trasporto di passeggeri e non solo”.

“La Tirrenia – prosegue il leader identitario – riceve indebitamente contributi dello Stato per 73 milioni di euro senza alcuna verifica del servizio e senza alcuna giustificazione considerato che tale contributo non svolge alcuna funzione calmieratrice del mercato, semmai l’esatto contrario. Il gruppo Tirrenia-Moby – prosegue Pili nella petizione – guadagna a piene mani con biglietti alle stelle sulle rotte da e per la Sardegna, non solo incassa 73 milioni di euro all’anno, ma a tutto questo si aggiunge che il gruppo Onorato non sta pagando allo Stato nemmeno le rate d’acquisto di Tirrenia. La Moby, proprietaria di Tirrenia, deve allo Stato 180 milioni di euro dell’acquisto della compagnia statale di navigazione come emerge dalla relazione divulgata dalla più grande agenzia di rating Moody’s che ha declassato pesantemente Moby e le sue collegate e annuncia nuove gravi valutazioni sulla condizione economica finanziaria del gruppo se non ci saranno risposte chiare sui debiti e la loro solvibilità”.

“Il governo precedente – attacca Pili – ha  consentito ad Onorato di non pagare le rate d’acquisto della Tirrenia con il differimento del pagamento di 180 milioni di euro ancora in sospeso per l’acquisto di Tirrenia. Il pagamento è stato differito e suddiviso in tre rate: 55 milioni di euro nell’aprile 2016, 60 milioni di euro nell’aprile 2019 e 65 milioni di euro dovuto nell’aprile del 2021. Onorato non ha pagato nemmeno la prima rata di 55 milioni di euro prevista per aprile 2016. Il gruppo Onorato continua a guadagnare a piene mani con le navi che gestisce praticamente gratis visto che non ha nemmeno pagato allo Stato quanto dovuto per l’acquisto di Tirrenia”.

“L’Autorità per la concorrenza – ricorda Pili – ha stabilito a marzo che Moby aveva abusato della sua posizione dominante nel trasporto di merci su tre rotte tra l’Italia continentale e la Sardegna, e successivamente ha imposto una multa di 29 milioni di euro. Nella decisione dell’Antitrust emergono comportamenti che confliggono totalmente con l’interesse pubblico e violano i principi elementari della concorrenza”.

“Per questi motivi – aggiunge Pili – il Ministro delle infrastrutture e Trasporti, deve revocare con somma urgenza la convenzione con Tirrenia e ad avviare immediate procedure per impedire l’illegittimo esercizio del monopolio del gruppo Tirrenia – Moby nelle rotte da e per la Sardegna con l’illegittimo utilizzo di denaro pubblico. Il governo deve revocare la convenzione in base agli artt.14 e 15 e connessi. A questo atto – conclude Pili – il Governo deve far seguire la predisposizione sulle rotte da e per la Sardegna di una vera e propria continuità territoriale al servizio dello sviluppo economico e sociale dell’isola che cancelli monopoli e discriminazioni”.

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