Consorzio delle cozze di Olbia, inizia l’era Bigi: la storia e i nuovi obiettivi del presidente

Nuova presidenza per il Consorzio di Olbia.

Si è tenuto lo scorso 4 dicembre il consiglio di amministrazione del Consorzio, convocato dalla maggioranza dei 18
consiglieri che ha deliberato all’unanimità ed a norma di Statuto un cambio del presidente: in sostituzione del consigliere Mauro Monaco è stato nominato il consigliere Raffaele Bigi.

Come riporta la delibera la sostituzione si è resa necessaria, oltre che per un normale avvicendamento, per avviare una nuova e diversa azione strategica dei programmi consortili. Come già noto, era emersa infatti nei soci, negli ultimi mesi, un’insoddisfazione diffusa su diversi aspetti, formali e sostanziali, legati all’operato consortile ed alla sua guida.

I punti principali:

  • Gestione più collegiale del Consorzio, formando gruppi di lavoro tra i soci/consiglieri, divisi per aree tematiche;
  • Ricostruzione del rapporto col territorio, rimarcando l’appartenenza alla sua storia ed alle sue tradizioni;
  • Avvio di una seria attività di comunicazione e di eventi che evidenzino l’unicità delle nostre produzioni e il legame con la tradizione enogastronomica della città;
  • Nuovo rapporto del Consorzio con i diversi portatori di interesse e le istituzioni;
  • Revisione del Piano di Gestione delle aree, riportando lo stesso alla sua reale dimensione, andando oltre gli
    aspetti puramente quantitativi e tecnici, per trasferirvi altri parametri sicuramente più producenti ed avviare
    nuovi programmi ed obiettivi;
  • Ottenimento in tempi rapidi di un marchio collettivo, con l’inserimento dei molluschi del golfo di Olbia nell’elenco nazionale dei prodotti tipici della Sardegna.

Il Consiglio di amministrazione ed il nuovo presidente intendono inoltre precisare meglio alcuni particolari.

Primo che la costituzione del Consorzio nell’agosto 2014 è stato il completamento di un lungo percorso, non l’atto di nascita del nostro comparto. Infatti una lunga battaglia durata oltre 20 anni ci ha permesso di ottenere tale risultato, grazie alle proposte unitarie degli operatori, presentate da oltre un decennio.

La prima proposta di gestione unitaria delle aree fu fatta nel 2010, quando predisponemmo unitariamente un Piano di riassetto e assegnazione degli specchi acquei, presentato a Regione e Autorità Portuale in alcune riunioni a Cagliari ed a Olbia. Non ebbe successo per l’inerzia della Regione e per gli ostacoli posti dalla procedura di approvazione del Piano Regolatore Portuale, poi bloccato dal parere negativo del Consiglio Superiore dei lavori pubblici e dalla Regione Sardegna per la mancanza di una Valutazione Ambientale.

La seconda proposta, quella poi accettata, ha anch’essa una genesi lunga. Dopo la decadenza del P.R.P., nonostante la Regione avesse finalmente dato avvio ai procedimenti, vi furono grandi difficoltà per far approvare il nostro Piano di riassetto. Il culmine si ebbe ad ottobre 2013, col parere negativo al rilascio “a scadenza 15 anni” che ci diede modo, con l’ausilio delle organizzazioni Unicoop, Coldiretti e Lega Pesca, di realizzare la simbolica “occupazione” dell’Assessorato Agricoltura il 14 novembre 2013 durante lo svolgimento di una conferenza di servizi.

In tale occasione, si poté illustrare la nostra posizione, proponendo ancora la gestione unitaria delle aree in un’unica concessione, con la costituzione di un apposito organismo consortile. Presentarono quindi la Dichiarazione di impegno firmata da tutti i soggetti interessati, accettata finalmente dagli Organi competenti, che diede impulso al procedimento per il rilascio della concessione. Solo nell’agosto del 2014 si costituì il Consorzio e a dicembre 2014 fu pubblicato il Bando Regionale che, contrariamente a quanto comparso pubblicamente più volte, non ha ampliato le aree destinate alla molluschicoltura, ma le ha ridotte di un quarto, portandole da circa 195 ettari agli attuali 150 ettari.

A giugno 2017 venne quindi firmata la concessione demaniale per 15 anni. Il merito di tutto ciò è dunque principalmente delle 18 aziende socie del Consorzio che hanno saputo affrontare e risolvere tutti i problemi per ottenere tale grande risultato. Certamente poi vi è stato  anche il proficuo lavoro di consulenti e figure esterne che, incaricati dal Consorzio, hanno completato il procedimento burocratico.

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