Quando la violenza sulle donne è economica, tante donne a rischio in Gallura

La violenza economica e la disoccupazione in Gallura.

La violenza sulle donne non è solo fisica ma anche economica ed è la meno conosciuta ma più insidiosa. Per questo, le donne hanno bisogno dell’autonomia economica.

Una donna su tre in Italia non lavora e la violenza economica è molto diffusa; in particolare in Gallura, il 36% delle donne non svolge nessuna occupazione retribuita.  Ad incrementare il tasso di disoccupazione, anche il numero delle donne costrette a lasciare il lavoro per occuparsi della famiglia.

“La mancanza di lavoro è un fattore che predispone alla violenza fisica e a quella economica – ha detto Luisa di Lorenzo presidente Cgil Gallura -. Noi della Cgil facciamo in modo che le donne che si rivolgono a noi non lascino il lavoro, ma vengano indirizzate verso soluzioni stabilite dalle leggi regionali”.

La cura degli anziani è spesso uno dei motivi che porta le donne, per fattori culturali, a lasciare al posto di lavoro. “La regione Sardegna per fare in modo che le donne non lascino il lavoro – prosegue Di Lorenzo -, dispone di un congedo biennale per la 104 e legge 162 per l’istituzione di una badante. Ciò consente alle donne di non lasciare il lavoro per occuparsi degli obblighi famigliari.

Oppure è la maternità a mettere le donne alle strette, come l’esempio delle mamme che lasciano l’occupazione o temono di perdere il lavoro con l’arrivo di un figlio, a causa dei problemi di welfare o interni alla famiglia, cause della difficoltà di conciliare lavoro domestico ed extraconiugale.

“Per fare in modo che le donne si affranchino dalla violenza – ha detto l’Assessora alle Politiche Sociali Simonetta Lai – stiamo portando avanti un’importante progetto come quello del Reddito di libertà per le vittime. Ritengo, tuttavia, che spetti ad ogni donna perché non avere un reddito rende più vulnerabili in futuro”.

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