Nuova Provincia, infrastrutture e formazione: gli artigiani della Gallura presentano il conto alla politica

Le richieste di Confartigianato Gallura alla politica.

Tra le principali problematiche territoriali che le imprese aderenti alla Confartigianato Gallura hanno chiesto di risolvere ai candidati delle elezioni regionali, durante un’assemblea organizzata dall’associazione di categoria, vi sono quelle legate alla formazione del personale e al potenziamento delle competenze professionali, all’infrastrutturazione e continuità territoriale, all’urbanistica, alla burocrazia e alla “dignità dell’artigianato”. Non secondarie sono risultate quelle relative alla valorizzazione del turismo e delle attività collegate, ai trasporti interni e le autonomie locali.

Per la “formazione e la qualificazione delle professionalità”, gli artigiani hanno chiesto opportunità, norme e fondi per far accrescere e potenziare le competenze professionali dei datori di lavoro e delle maestranze. Sul versante “infrastrutture e continuità  territoriale”, dalle imprese è arrivata la richiesta di soluzioni per l’ammodernamento delle reti viarie e portuali e per tutto ciò che riguarda la movimentazione di passeggeri e merci.

Su “urbanistica e burocrazia” le imprese sollecitano norme che consentano di sviluppare l’economia territoriale senza deturpare l’ambiente, certezze amministrative per affrontare le nuove necessità del mercato, e opportunità per migliorare e riqualificare, con più facilità, il patrimonio esistente riducendo il consumo del suolo.

Sulla questione “turismo”, per gli imprenditori occorre lavorare con coerenza per creare una strategia organica e una cabina di regia regionale con la partecipazione di tutti i soggetti interessati, come accaduto per la DMO (Destination Management Organizzation), per favorire la costruzione di un’offerta declinata su diversi sottoprodotti quali il marino balneare, il culturale archeologico religioso, le sagre e le feste tradizioni, l’ambiente ciclo green walking, lo sport e il turismo attivo e l’enogastronomico. Il tutto in maniera da essere trasversale rispetto al patrimonio di competenze e di esperienze da raccontare da parte delle imprese artigiane.

Per Confartigianato è necessario che turismo e artigianato lavorino in sincronia per creare esperienze reali, vere, uniche e originali con tours che mettano insieme le diverse sfaccettature del nostro patrimonio di artigianato quali il manifatturiero, il tipico e tradizionale con innovazione nel design, agroalimentare in tutte le declinazioni.

Sui “trasporti” è necessario aprire la Sardegna a un numero crescente di persone per allargare il mercato potenziale favorendo le produzioni locali e facendo crescere i consumi interni. È necessario incrementare e lavorare per un “trasporto agevole” continuo durante l’anno, su destinazioni varie e a prezzi sostenibili di persone e merci: ciò significherebbe favorire lo sviluppo delle vocazioni territoriali e colmare un gap geografico costituito dalla situazione di insularità. Ciò può essere fatto incrementando la rete dei servizi che offrono i trasporti pubblici ma anche i taxi e gli NCC.

Per quanto riguarda le “autonomie locali”, è emersa la necessità di accompagnare la vocazione all’autodeterminazione e all’autogoverno dei territori secondo principi di sussidiarietà che consentano, in un disegno organico, di avere centri politici decisionali più vicini alle istanze locali. Secondo gli artigiani Cagliari è lontana fisicamente mentre Sassari lo è mentalmente.

L’associazione artigiana, in ogni caso, entro le prossime settimane, rielaborerà le richieste e le priorità, galluresi e del resto dell’Isola, che saranno poi presentate pubblicamente e lasceranno pochi dubbi, ai futuri amministratori regionali sulle azioni da compiersi nella prossima legislatura. Quindi, durante tutto il prossimo quinquennio, le imprese avranno uno strumento utile per valutare la qualità dell’impegno della politica sarda rispetto alle necessità del sistema artigiano della Sardegna.

“Gli artigiani – ha detto il presidente di Confartigianato Gallura Giacomo Meloni – credono fortemente in questo nuovo modo di rapportarsi con la politica ovvero quello di passare dall’essere “parte passiva” del sistema di Governo, a finalmente “parte attiva””. “Le aziende che rappresentiamo hanno bisogno di un forte interesse da parte dei futuri Consiglieri – ha sottolineato il presidente – per questo stileremo una lista dei punti chiari e semplici con le priorità e i temi di forte interesse del sistema produttivo regionale”.

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