Dalla Gallura parte il fronte degli operatori extra alberghieri per salvare la stagione

L’appello inviato al governatore Solinas.

Un appello firmato dagli operatori, dai gestori e dai proprietari delle strutture ricettive extra-alberghiere (B&B, Domo, C.A.V., Locazioni turistiche) ed indirizzato al governatore Christian Solinas. Una richiesta di sostegno per uno di quei settori che maggiormente sta risentendo e risentirà della crisi generata dal coronavirus. Ma anche l’invito ad approntare regole chiare per l’arrivo dei turisti per questa estate.

Parte dalla Gallura il fronte degli operatori extra alberghieri per salvare la stagione. Un settore, ricordano i sottoscrittori dell’appello, che “da diversi anni a questa parte è l’anima del turismo nella nostra regione”. Si tratta di proprietari, host, gestori e operatori del comparto che, grazie alla loro passione per l’accoglienza, fanno conoscere a milioni di turisti le bellezze del territorio. “Non parliamo di irregolari, i quali, ogni giorno combattiamo con tutte le nostre forze, parliamo di più di diecimila strutture tra B&B, Domo, C.A.V., e le locazioni turistiche regolarmente registrate che spesso non vengono coinvolte dalle istituzioni”, dicono.

Nella giornata di oggi hanno inviato una lettera aperta al governatore e per conoscenza alla giunta regionale e ai consiglieri, con l’obbiettivo di ricevere risposte urgenti sulla situazione venutasi a creare dall’emergenza. Chiedono a Solinas di colmare il vuoto normativo del decreto legge Rilancio e di inserire nell’ordinanza anche il settore extra alberghiero.

Rivendicano, inoltre, una più precisa e definita comunicazione delle modalità con le quali i turisti potranno viaggiare da e per la Sardegna, urgenti queste poiché, nel comparto del turismo, la pianificazione è  estremamente necessaria, per  via sopratutto delle tempistiche elevate tra il momento della prenotazione e il relativo pernottamento.

Hanno bisogno che vengano estesi a livello regionale gli aiuti economici e le forma di sostegno al reddito anche alle strutture non imprenditoriali, che sono la maggior parte delle strutture. “Gli effetti economici di questa pandemia sul comparto turistico sono drammatici, ma saranno almeno, in piccola parte, rimediabili, se tutti potranno giovare di pari opportunità organizzative ed economiche”, affermano.

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