Data

Set 01 - 30 2026
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Badesi, settembre è il mese della vendemmia

A settembre Badesi cambia ritmo. L’estate delle spiagge affollate lascia spazio a una stagione più quieta, con una luce diversa, temperature più miti e un paesaggio che invita a essere attraversato senza fretta. È anche il mese in cui la campagna entra nel vivo della vendemmia, offrendo un’occasione per conoscere il territorio attraverso uno dei suoi patrimoni più identitari: il vino.

Tra le dune e i terreni sabbiosi affacciati sul Golfo dell’Asinara, la viticoltura di Badesi è infatti una storia che si tramanda da generazioni. È una delle ragioni che hanno portato il Comune a far parte dell’Associazione nazionale Città del Vino: qui la cultura della vite si intreccia con il paesaggio costiero, con le famiglie che da generazioni coltivano i propri vigneti e con una particolare eredità vitivinicola rappresentata dalle viti di Vermentino di Gallura DOCG a piede franco.

È proprio la sabbia uno degli elementi più singolari di questo patrimonio. I terreni sabbiosi hanno infatti contribuito storicamente a ostacolare la diffusione della fillossera, consentendo ad alcune viti di sopravvivere senza essere innestate. Una memoria agricola ancora visibile nei vigneti, dove le piante sono allevate soprattutto ad alberello, per difendersi dal vento e limitare la perdita d’acqua, oppure a spalliera.

La vendemmia 2026 è iniziata già nel primo fine settimana di agosto, con la raccolta delle uve bianche e rosé destinate alle basi spumante. Ma è settembre il momento in cui la raccolta entra nel vivo, seguendo tempi differenti a seconda dei vitigni e delle scelte delle singole aziende.

Si comincia con il Vermentino di Gallura DOCG, protagonista della viticoltura locale, per proseguire con il Cannonau destinato ai rosati e successivamente a quello per i rossi più strutturati. La raccolta attraversa poi varietà meno conosciute ma legate alla tradizione del territorio, come Bovale, Caricagiola – Carigagghjiola in dialetto locale –, Lu Pascali, Girò e Cabernet Franc.

Non esiste, però, un calendario uguale per tutti. Ogni vigneto ha il proprio tempo e ogni cantina segue il proprio obiettivo enologico. Alcune scelgono di attendere la fine di settembre per determinate partite di uve bianche, lasciandole maturare più a lungo sulla pianta e favorendo un leggero appassimento naturale. A Badesi, la parola definitiva spetta ancora al sole, al vento e alla pazienza di chi lavora in vigna.

Questa relazione tra ambiente e viticoltura si ritrova anche nel bicchiere: vini caratterizzati da intensità aromatica, freschezza e una componente sapida che richiama la vicinanza del mare e la macchia mediterranea. Ma il vino, a Badesi, è soprattutto un modo per entrare in relazione con il territorio.

È possibile farlo attraverso le diverse realtà vitivinicole locali. Cantina Li Duni propone visite ai vigneti, degustazioni e momenti di incontro legati alla cultura del vino; Cantina Li Seddi apre a sua volta le porte della propria realtà con degustazioni e percorsi dedicati ai suoi vini; Podere Lu Ecciu, nato nel 2019, sviluppa il proprio progetto attorno al Vermentino e organizza visite in cantina su prenotazione; Solcia Azienda Agricola, realtà più giovane, porta avanti un progetto di viticoltura attenta alla salute del suolo e a pratiche di agricoltura rigenerativa.

Esperienze e modalità di accoglienza sono differenti e vanno concordate direttamente con le singole aziende. Ciò che le accomuna è il legame con una terra nella quale sabbia, vento e mare non fanno semplicemente da sfondo alla viticoltura, ma ne costituiscono parte integrante dell’identità.

È questa la Badesi di settembre: una destinazione nella quale il mare resta protagonista, ma può essere affiancato da un’altra dimensione del viaggio. Camminare tra i filari, incontrare chi coltiva la vigna, conoscere le produzioni locali, attraversare un paesaggio meno affollato e osservare il lavoro della vendemmia significa scoprire un territorio attraverso i suoi ritmi più autentici.

Il vino diventa così una porta d’ingresso per conoscere Badesi oltre l’estate, in una stagione che invita a rallentare e a guardare più attentamente ciò che durante i mesi di maggiore affluenza rischia di passare inosservato: il paesaggio, le persone, le tradizioni e il lavoro che lo custodisce.

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