Giovane detenuto in difficoltà, l’aiuto da un’associazione della Gallura

Carcere

L’intervento della Pubblica Assistenza Cmgs Gallura in favore di un detenuto.

Un giovane di 23 anni, detenuto in una struttura carceraria della Sardegna e con una lunga storia di problematiche psichiatriche, è stato trasferito in un ambiente ritenuto più adeguato alle sue condizioni sanitarie. Il provvedimento è arrivato dopo l’intervento dello Sportello Ascolto – Servizi Sociali della Pubblica Assistenza Cmgs della Gallura, che aveva raccolto la richiesta di aiuto della madre e presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Sassari.

La vicenda.

La vicenda riguarda un ragazzo già seguito nel corso degli anni dai servizi di salute mentale e sottoposto a 15 Trattamenti Sanitari Obbligatori (Tso). Nel suo percorso sarebbero inoltre emersi episodi di autolesionismo e aveva minacciato il suicidio. Un quadro di particolare fragilità che, secondo quanto sostenuto dallo Sportello, rendeva necessario approfondire le condizioni nelle quali il giovane stava affrontando la detenzione.

Il 23enne era finito in carcere nell’ambito di un procedimento legato a un furto commesso ai danni di un supermercato. La madre, preoccupata per lo stato di salute del figlio e per la compatibilità della sua permanenza in carcere con le necessità assistenziali, si è quindi rivolta alla Pubblica Assistenza Cmgs, affidando all’organizzazione una delega per intervenire attraverso gli strumenti previsti dalla legge. Da quel momento è iniziata la ricostruzione del percorso sanitario e personale del giovane. I professionisti coinvolti hanno raccolto la documentazione disponibile presso le strutture sanitarie e i servizi territoriali che avevano seguito il ragazzo nel tempo. Tra gli elementi esaminati anche quelli relativi agli interventi dei Centri di Salute Mentale, con l’obiettivo di delineare una fotografia complessiva delle sue condizioni e della storia assistenziale.

L’esposto alla Procura della Repubblica di Sassari.

L’attività di raccolta e analisi della documentazione ha portato, alcune settimane fa, alla presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica di Sassari. L’iniziativa non mirava a sostituire le competenze dell’autorità giudiziaria o dei servizi sanitari, ma a sottoporre all’attenzione degli organi competenti una situazione ritenuta meritevole di approfondimento. Il primo risultato è arrivato con il trasferimento del giovane in una struttura considerata maggiormente appropriata rispetto alle sue esigenze sanitarie. L’autorità giudiziaria ha disposto il trasferimento in via preventiva, nell’ambito delle proprie competenze. Ha inoltre fissato una nuova udienza per il ragazzo, prevista per l’8 ottobre 2026.

La vicenda riporta al centro dell’attenzione il delicato rapporto tra detenzione e tutela della salute mentale. Quando una persona privata della libertà presenta condizioni psichiatriche complesse, la valutazione delle necessità sanitarie assume un ruolo particolarmente rilevante, così come la continuità delle cure e l’individuazione di un contesto assistenziale adeguato. Lo Sportello Ascolto della Pubblica Assistenza Cmgs richiama, a sostegno della propria attività, il quadro normativo nazionale e sovranazionale in materia di dignità, salute e diritti della persona. Tra i riferimenti indicati dall’ente figurano i principi costituzionali, l’ordinamento penitenziario, la normativa che disciplina il Servizio sanitario nazionale e il superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, oltre alle disposizioni regionali in materia di servizi alla persona.

Il richiamo alle norme europee.

Un ulteriore riferimento è rappresentato dalle norme europee sulla tutela delle persone detenute e sull’assistenza sanitaria, compresa quella psichiatrica. In questo ambito, il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa richiama anche la Raccomandazione Cm/Rec(2025)2, dedicata alla salute mentale delle persone private della libertà e all’importanza dell’accesso alle cure, della continuità terapeutica e di risposte adeguate alle condizioni cliniche.

La Pubblica Assistenza Cmgs precisa di non voler assumere il ruolo delle istituzioni né quello dell’autorità giudiziaria. L’attività dello Sportello, secondo quanto spiegato dall’ente, consiste nell’ascoltare i cittadini, raccogliere le segnalazioni, acquisire la documentazione, fornire orientamento e, quando emergano elementi che possono avere rilevanza giuridica, trasmettere gli atti agli organismi competenti. Il caso del giovane detenuto viene così presentato come un esempio concreto dell’attività svolta dallo Sportello nell’ambito della tutela delle persone fragili. La richiesta di una madre ha portato alla ricostruzione di un percorso sanitario complesso e alla successiva segnalazione alla Procura, fino al trasferimento del figlio in una struttura ritenuta più adeguata. La Pubblica Assistenza Cmgs ha espresso un ringraziamento alla Procura della Repubblica di Sassari, alla Asl di Nuoro e alla Asl Gallura, oltre che ai professionisti che hanno contribuito alla ricostruzione della documentazione sanitaria.

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