Negli ultimi anni il settore delle costruzioni ha vissuto una trasformazione profonda, spinta dalla digitalizzazione dei processi progettuali e gestionali. Tra le innovazioni più rilevanti rientra il Building Information Modeling (BIM), metodologia che non rappresenta semplicemente un software di modellazione tridimensionale, ma un nuovo modo di progettare, coordinare e gestire l’intero ciclo di vita di un’opera.
Con l’entrata in vigore del nuovo Codice dei Contratti Pubblici, il BIM è diventato progressivamente un requisito sempre più centrale nelle procedure di gara pubbliche. Comprendere quando è obbligatorio, quali soggetti coinvolge e quali competenze richiede è ormai fondamentale sia per i professionisti sia per le imprese che operano nel settore delle costruzioni.
Quando il BIM è diventato obbligatorio negli appalti pubblici
L’introduzione del BIM nella normativa italiana è iniziata diversi anni fa con il cosiddetto Decreto Baratono (DM 560/2017), che prevedeva un’applicazione graduale della metodologia digitale negli appalti pubblici.
Con il nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023), la digitalizzazione ha assunto un ruolo ancora più importante. Dal 1° gennaio 2025, infatti, il BIM è richiesto per gli interventi relativi a opere di nuova costruzione e agli interventi su edifici esistenti di importo superiore a 2 milioni di euro, secondo quanto previsto dall’articolo 43 del Codice e dall’Allegato I.9.
L’obiettivo della normativa è rendere più efficienti tutte le fasi dell’opera pubblica, migliorando la qualità della progettazione, la trasparenza delle procedure e il controllo di tempi e costi.
Per approfondire il ruolo del BIM nelle procedure della Pubblica Amministrazione e gli strumenti messi a disposizione delle stazioni appaltanti, è possibile consultare la sezione dedicata ai servizi BIM di Acquisti in Rete PA, il portale ufficiale gestito da Consip.
Perché è stato introdotto l’obbligo del BIM
L’obiettivo principale della normativa non è imporre l’utilizzo di uno specifico software, ma favorire una gestione digitale delle informazioni durante tutto il ciclo di vita dell’opera.
L’adozione del BIM consente infatti di:
- migliorare il coordinamento tra le diverse discipline progettuali;
- ridurre gli errori progettuali e le interferenze tra modelli;
- aumentare la qualità della documentazione tecnica;
- controllare in modo più accurato tempi e costi;
- facilitare la gestione e la manutenzione dell’opera una volta realizzata.
Per la Pubblica Amministrazione significa poter contare su progetti maggiormente verificabili e su informazioni organizzate in maniera strutturata fin dalle prime fasi della progettazione.
Chi è coinvolto dall’obbligo
L’obbligo BIM interessa numerosi soggetti della filiera delle costruzioni.
Tra questi rientrano:
- stazioni appaltanti;
- progettisti;
- studi di architettura e ingegneria;
- imprese di costruzione;
- società di ingegneria;
- professionisti incaricati della gestione digitale dei modelli informativi.
Per poter partecipare efficacemente alle gare pubbliche diventa quindi necessario possedere competenze tecniche specifiche, sia sull’utilizzo degli strumenti software sia sulla conoscenza dei processi BIM previsti dalla normativa.
Quali competenze sono oggi richieste
L’introduzione dell’obbligo normativo ha aumentato la richiesta di figure professionali specializzate nella gestione dei processi BIM.
Tra le competenze maggiormente richieste troviamo:
- modellazione informativa con software BIM;
- produzione della documentazione tecnica;
- gestione dei dati del modello;
- coordinamento interdisciplinare;
- conoscenza della normativa nazionale e internazionale;
- utilizzo di formati aperti come IFC;
- collaborazione all’interno di ambienti di condivisione dei dati (ACDat).
Per questo motivo molti professionisti scelgono di seguire percorsi formativi strutturati. Un esempio è quello disposto da BIMstart, con il corso BIM Specialist completo che consente di acquisire competenze operative sui principali ambiti della metodologia BIM e di sviluppare una preparazione spendibile sia nel settore privato sia negli appalti pubblici.
Il BIM rappresenta ormai uno standard del settore
L’obbligo introdotto dalla normativa costituisce soltanto una delle conseguenze di un cambiamento già in atto nel mercato delle costruzioni. Anche molti committenti privati richiedono infatti processi digitali, modelli informativi coordinati e professionisti in grado di lavorare secondo gli standard BIM.
Investire oggi nella formazione significa quindi prepararsi non soltanto ai requisiti degli appalti pubblici, ma anche a un mercato sempre più orientato verso la digitalizzazione, la collaborazione interdisciplinare e la gestione intelligente delle informazioni.
Professionisti, studi tecnici e imprese che acquisiscono competenze BIM possono affrontare con maggiore consapevolezza le nuove richieste del settore, migliorando l’organizzazione del lavoro e aumentando la competitività nelle gare e nelle commesse più complesse.
