Le mamme della Gallura si raccontano nel giorno della loro festa

Il racconto delle mamme della Gallura.

La seconda domenica di maggio è convenzionalmente dedicata alla festa della mamma. Una ricorrenza che, anche in Gallura, è stata condizionata dalla pandemia. Il Covid è riuscito a cancellare, almeno temporaneamente, le attese per le ecografie in coppia, i controlli e le ore di travaglio in sala parto con il partner.

La festa delle mamme galluresi.

“Mi sento molto fortunata, ho ricevuto una bellissima pianta e i miei bambini mi hanno recitato la loro poesia per la festa della mamma. Mi hanno fatto emozionare”, afferma Tania, giovane madre di 3 figli, originaria di San Teodoro.

Preoccupata, ma fiduciosa, anche Antonella, impiegata di Porto San Paolo. “Ritrovarsi a lavorare con i figli piccoli richiede una riorganizzazione completa del lavoro e del rapporto con loro – commenta la donna -. C’è chi ha la fortuna di avere una mamma, una nonna e una sorella, chi non ha questa possibilità deve riuscire in qualche modo a conciliare il lavoro con la famiglia e non è affatto semplice perché i bambini richiedono un’attenzione costante. Noi mamme abbiamo mille risorse e nonostante la pandemia ci metta a dura prova non dobbiamo mai perdere la forza che ci consente quando vogliamo di spostare anche le montagne“.

Dello stesso parere Anna, di Olbia. “La pandemia ci ha travolti e stravolti nei modi e nei tempi di vita. Fare la mamma lavoratrice in tempo Covid, ha due risvolti – dichiara la donna -. Il primo nel mio caso, è la fortuna di aver potuto continuare a lavorare un po’ in smart working e un po’ in ufficio. Il secondo, come riuscire a conciliare le restrizioni dettate dall’emergenza nel nuovo modo di vivere, che è un mondo virtuale che viviamo davanti agli schermi. La famiglia, i figli, le scuole che ci sono e non ci sono, i contagi e la vita sociale vietata“.

“Essere mamma è un ruolo molto impegnativo, ma in periodo Covid lo è ancora di più – commenta Rita, di Olbia -. Ho un figlio di 17 anni in piena adolescenza e gestirlo in questo periodo è spesso molto faticoso. C’è la richiesta dell’uscita con gli amici che nonostante non si approvi. Spesso non so neanche più che messaggi dargli, se non le solite raccomandazioni. Spesso si crea nervosismo e non si riesce a gestire il tutto“.

“Per me essere mamma è speciale. Sono stata fortunata perché sono una mamma di pancia e di cuore avendo una figlia biologica e uno adottivo – dice Alessandra di San Teodoro -. Essere mamma è contare i minuti per andare a letto esausta, ma è anche mettere a letto i miei bambini stanchi e provati da una dura giornata. Coccolarli dare loro il coraggio e la forza per affrontare una nuova giornata e confortarli per le piccole disavventure della giornata appena terminata. E una volta spenta la luce addormentarsi con una dolce immagine in mente. Il loro sorriso“.

L’origine della festa in Italia.

La prima festa della mamma in Italia risale agli anni ’50. Dal 1957, però, è istituita prima l’8 maggio e poi la seconda domenica del mese. Una scelta non casuale, quella di maggio, mese nella quale i cattolici celebrano la Madonna, madre per eccellenza.

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