Un volontario del 118 denuncia un’esperienza personale col disservizio sanitario sardo.
La sanità in Gallura torna sullo sfondo nel racconto dell’ennesima disavventura sul tema, testimoniata, questa volta, da un volontario del 118 di Santa Teresa Gallura con vent’anni di esperienza, che ha inviato una lettera alla redazione.
“Il 30 gennaio, mia mamma, 77enne cardiopatica ipertesa e convalescente da un intervento chirurgico al cuore, all’1:15 ha iniziato a stare improvvisamente male”, racconta il figlio. Sudorazione profusa, pallore, nausea, dolore epigastrico e un progressivo stato di quasi incoscienza, pressione 75/35, frequenza cardiaca 39, saturazione 92%. Parametri drammatici: “Per qualsiasi protocollo sarebbe stato un codice rosso“, afferma il volontario.
L’arrivo dell’ambulanza e l’attesa per la medicalizzata
“L’ambulanza è arrivata rapidamente grazie agli operatori della Misericordia di Santa Teresa Gallura. In attesa di una medicalizzata, i volontari hanno trasmesso i dati dell’elettrocardiogramma alla centrale operativa. Ma non è partita quella di Tempio, abbiamo dovuto attendere quella di Olbia”. Incontrata a metà strada ad Arzachena, alle 2:50. “Mia mamma, alla fine, è stata visitata a 1 ora e 45 minuti dall’emergenza, tempi lunghissimi ed estremamente rischiosi“.
Il cittadino sostiene che la madre sia stata visitata da un medico dopo circa un’ora e 45 minuti dall’inizio dell’emergenza. “E gli operatori della medicalizzata sono stati poco delicati, perché quando sono arrivati ormai la crisi era passata e i parametri si erano stabilizzati, fatto che le hanno fatto notare con arroganza”.
Il nodo della sanità in Gallura: copertura territoriale e distanze.
La vicenda mostra un problema strutturale. In Gallura le distanze e la conformazione del territorio possono rendere decisivo ogni minuto. In un caso cardiologico, un’attesa di quasi due ore può risultare fatale.
Elisoccorso notturno e disponibilità limitata.
Non disponibile l’elisoccorso notturno. Nella lettera del volontario si evidenzia che gli elicotteri di Cagliari e Alghero non opererebbero nelle ore notturne, mentre resterebbe operativo soltanto quello di Olbia.
Situazione che rende fragile l’intero sistema regionale. In particolare, la lettera evidenzia che l’elicottero di Olbia verrebbe spesso impiegato anche per trasferimenti verso la penisola, riducendo ulteriormente la disponibilità sul territorio. Ma l’assenza di altri elicotteri nelle ore notturne evidenzia in tutta la sua drammaticità la carenza strutturale dell’intera Sardegna, regione con quasi 1,6 milioni di abitanti.
L’accesso al Pronto Soccorso di Olbia e l’attesa per gli esami.
Dopo l’intervento, la famiglia si è recata al Pronto Soccorso di Olbia. Secondo quanto riportato, l’attesa complessiva sarebbe stata superiore alle cinque ore: il cittadino riferisce che alle 7 del mattino gli esami del sangue non erano ancora pronti, nonostante si trattasse di analiti di base. Nel racconto si segnala inoltre che in reparto erano presenti pochi pazienti visibili.
Le richieste alle istituzioni per migliorare la sanità della Gallura e di tutta la Sardegna
Una crisi che si è risolta positivamente, ma che ha lasciato un senso di impotenza e di pericolo imminente nel volontario del 118, che chiude la lettera ringraziando i volontari della “Misericordia” di Santa Teresa Gallura, rivolgendo, nel contempo, un appello alle istituzioni, chiedendo che sia ripristinato il servizio dei 3 elisoccorsi operativi anche di notte e che siano resi più chiari e snelli i protocolli per l’intervento di mezzi alternativi dell’aeronautica, della guardia costiera e dei vigili del fuoco, che le postazioni medicalizzate siano potenziate sul territorio e che sia incrementato il personale dei pronto soccorso“. Una lista della spesa che sembra minima, se rapportata al beneficio per la popolazione.
