Da giorni manca la luce a Sant’Antonio di Gallura.
Tre giorni senza energia elettrica, al buio e al freddo. Quello che inizialmente sembrava un disagio temporaneo si è trasformato, per diverse famiglie di Sant’Antonio di Gallura, in una vera e propria emergenza umanitaria. La coda del ciclone Harry e le successive raffiche di vento hanno messo in ginocchio la rete elettrica sarda, lasciando decine di utenze isolate e riaccendendo il dibattito sulla tenuta delle infrastrutture.
La frustrazione corre soprattutto sui social e attraverso le segnalazioni alle Forze dell’Ordine. Il quadro descritto dai residenti delle zone più periferiche è critico: anziani, bambini e persone con disabilità si sono ritrovati senza riscaldamento, acqua calda e, a causa del blackout delle linee telefoniche, sia fisse che mobili, in un totale isolamento.
Al centro delle lamentele ci sarebbe soprattutto il modo in cui sono stati gestiti i primi aiuti. Molti residenti hanno segnalato che i generatori arrivati dopo tre giorni di attesa erano troppo piccoli: “riuscivano a malapena ad accendere una lampadina, lasciando le case ancora senza riscaldamento e acqua calda”. I cittadini chiedono quindi aiuti più concreti e adeguati ai bisogni reali, oltre a informazioni più chiare e costanti durante i momenti di emergenza.
La replica dell’amministrazione: “Evento straordinario”.
Attraverso un suo comunicato, l’amministrazione di Sant’Antonio di Gallura ha risposto alle critiche sui ritardi, chiarendo la propria posizione. Il comune ha sottolineato come la macchina dei soccorsi si sia messa in moto sin dalle prime segnalazioni: “Comprendiamo profondamente la preoccupazione dei cittadini, che è anche la nostra. In quelle zone non ci sono solo anziani e bambini, ma anche persone con disabilità e situazioni di fragilità che stiamo cercando di supportare con la massima attenzione“.
Dall’amministrazione fanno sapere che la gestione della rete dipende direttamente dal gestore della distribuzione e non dal comune. Tuttavia, l’attività di coordinamento è stata incessante: “Ci siamo attivati fin dalle primissime segnalazioni, per quanto di nostra competenza, interfacciandoci immediatamente con il gestore della rete elettrica affinché si procedesse al ripristino della fornitura nel più breve tempo possibile“.
A ben vedere, il problema ha assunto dimensioni regionali: sono, infatti, oltre 50.000 le utenze colpite in tutta la Sardegna, rendendo più complessa la gestione degli interventi. “Siamo al servizio dei cittadini, sempre — ribadisce l’amministrazione -, ma non vogliamo né possiamo diventare bersaglio di messaggi che non tengono conto dei limiti oggettivi delle competenze comunali e della straordinarietà dell’evento meteorologico, indipendente dalla nostra volontà“.
Con il ripristino della corrente, che si auspica avvenga entro la giornata, l’attenzione si sposta ora sulla conta dei danni. L’amministrazione ha già indicato ai cittadini la via formale: “Eventuali richieste di risarcimento danni devono essere presentate al gestore della rete elettrica, secondo le modalità previste dal responsabile della distribuzione“.
Resta l’amarezza di una comunità che, di fronte alla furia degli elementi, si è scoperta vulnerabile. In attesa del ritorno alla normalità, l’appello delle istituzioni rimane improntato alla coesione: “In momenti come questi è fondamentale collaborare e mantenere un confronto costruttivo, nell’interesse di tutta la comunità“.
