Truffa nelle energie rinnovabili, sequestrata una villa di lusso in Gallura

Una villa sequestrata a Portobello di Gallura.

Una maxi truffa nel settore delle rinnovabili, 11 persone colpite dalle misure cautelari e sequestrati beni per oltre 140milioni di euro, tra cui una villa di lusso a Portobello di Gallura. È l’esito delle indagini condotte dalla Procura, dalla Guardia di finanza e dai carabinieri di Pavia che hanno permesso di scoprire un’organizzazione criminale che dal 2012 ad oggi ha frodato oltre 143 milioni di euro di contributi pubblici.

Tutto nasce quando, nel 2011, per aderire al protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici e per rispettare gli impegni assunti dall’Italia a livello internazionale per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, sono stati introdotti specifici incentivi economici per l’uso di energia da fonti rinnovabili, tra cui, le biomasse legnose. La legge, però, subordinava tale incentivo economico all’utilizzo di legname proveniente da un razionale e corretto sfruttamento dei boschi che assicuri di preservare il loro naturale ciclo vitale e, per tale motivo, impone rigide regole sulla provenienza e sulla tracciabilità delle biomasse bruciate.

Ma la nobile finalità di contribuire alla riduzione dell’emissione dei gas serra, pur preservando il patrimonio boschivo nazionale, non sembrava interessare i vertici di un’impresa che, invece, erano proiettati ad accaparrarsi fraudolentemente gli ingenti incentivi statali. Per dare un ordine di grandezza basti osservare che per ogni milione di euro di energia venduta, l’impresa percepiva dal Gestore dei Servizi Elettrici (GSE) oltre 3 milioni di euro di contributi, ovvero, il massimo degli incentivi possibili.

Questo cospicuo incentivo, come risulta dall’accordo siglato nel 2012 tra l’impresa e il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (MIPAF), era possibile solo perché l’impresa in questione si era impegnata a utilizzare esclusivamente legname tracciato, certificato e proveniente da zone limitrofe all’impianto (massimo 70 chilometri). Ma era un impegno solo sulla carta, poiché, attraverso una fitta rete di complici, i vertici dell’azienda acquistavano qualunque tipo di legname ovunque reperibile (a volte anche all’estero) purché al minor prezzo possibile.

Con tali artifizi e raggiri gli arrestati sono riusciti a frodare negli ultimi cinque anni contributi per oltre 143 milioni di euro. Le Fiamme Gialle hanno sequestrato, come disposto dal GIP del Tribunale di Pavia, 69 rapporti bancari, 22 quote societarie di altrettante società del gruppo del valore di circa 19 milioni di euro, 147 fra veicoli, immobili e terreni del valore di oltre 12 milioni di euro, tra cui un prestigioso appartamento nel cuore di Milano e la villa di pregio con piscina vista mare a Portobello di Gallura.

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