Gasolio dei camion, rischio rincari: l’allarme delle imprese della Sardegna

L’allarme sul possibile aumento del gasolio in Sardegna.

Anche gli autotrasportatori della Sardegna lanciano l’allarme per possibili immediati aumenti del gasolio. Da qualche settimana, infatti, sono note le proposte di legge che punterebbero a rimuovere, progressivamente, i sussidi su questo carburante ritenuto “ambientalmente dannoso”, “riallineando progressivamente” le aliquote di accisa di benzina e gasolio a partire dal 1 gennaio 2021.

“Sarebbe l’ennesimo inasprimento delle tasse – commentano da Confartigianato Trasporti Sardegna – stavolta camuffato con presunte motivazioni ambientali, delle quali si fatica a trovare il reale fondamento, a danno delle imprese dell’autotrasporto e della logistica. In ogni caso è bene chiarire come il trattamento differenziale tra gasolio e benzina non sia in alcun modo qualificabile come sussidio”.

Secondo Confartigianato Trasporti, il comparto è di fronte a due aliquote di accisa diverse, come diversi sono i due prodotti, sia in termini di prestazioni che di impatto ambientale. Rispetto alla benzina, il gasolio (grazie anche alla crescente efficienza dei motori) consente di fare più chilometri con un litro e produce minori emissioni di CO2. Il differenziale tra le due aliquote, che si ritrova in tutti gli Stati membri dell’UE (con le sole eccezioni di UK e Belgio), era stato originariamente pensato per promuovere un graduale ricambio dei veicoli verso motorizzazioni con un ridotto impatto sul clima.

Confartigianato Trasporti sottolinea come inasprire un’imposta che ha per sua natura un effetto regressivo – cioè grava proporzionalmente di più sui poveri, che hanno mezzi meno efficienti e che destinano all’energia una quota maggiore della propria spesa per 3 consumi – appare non solo politicamente ingiustificato, ma anche economicamente dannoso. Per gli autotrasportatori se si vuole promuovere la riduzione dell’impronta ecologica dei carburanti, occorre offrire opportunità tangibili di miglioramento della qualità ambientale e del tenore di vita delle persone, non si può scegliere una via punitiva che finisca per alimentare la percezione che la sostenibilità può essere perseguita solo a spese delle fasce sociali medio-basse né si può consentire un’azione punitiva contro intere categorie produttive.

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