I numeri più recenti parlano chiaro: le infezioni da rapporto sessuale sono in aumento in Italia. A lanciare l’allarme in merito sono stati, lo scorso ottobre, gli specialisti della SIMaST – Società Interdisciplinare per lo Studio delle Malattie Sessualmente Trasmissibili – riuniti in congresso a Roma.
A preoccupare gli specialisti di malattie sessualmente trasmissibili sono i dati ISS relativi agli anni tra il 2019 e il 2022, che parlano di un forte incremento dei casi di infezione.
Sono diverse le evenienze patologiche con le quali si può avere a che fare in questi casi. A non tutte, però, viene dedicata la giusta attenzione mediatica e la situazione della cistite lo dimostra.
La cistite è una delle infiammazioni più comuni associate ai rapporti sessuali, specialmente nelle donne.
Il contatto intimo, come spiega in modo specifico e dettagliato l’articolo del sito dimann.com sulla cistite post coitale, può infatti favorire l’ingresso di batteri come l’Escherichia coli nell’uretra, dando origine a un’infezione.
Questa condizione, che si manifesta con sintomi quali bruciore, dolore durante la minzione e necessità frequente di urinare, può essere evitata attraverso una serie di precauzioni, in particolare con la massima attenzione all’igiene intima prima e dopo il coito.
Riflettere sulla sua diffusione e sui numeri alti delle altre IST implica, secondo gli esperti, il fatto di focalizzarsi innanzitutto sui giovani, la fascia di popolazione che è più importante sensibilizzare. Come sottolineato sempre durante i giorni del congresso SIMaST, è importante lavorare su pilastri come la prevenzione, la consapevolezza e le indicazioni per l’accesso immediato ai test diagnostici.
Il ruolo dei social
Gli esperti di salute sessuale hanno portato l’accento sul fatto che, oggi come oggi, i giovani si approcciano al sesso avendo davanti contenuti che non forniscono informazioni scientifiche e che sottovalutano gravemente i rischi dei rapporti non protetti.
Veicolati da social verticali come TikTok, fenomeni come il “calippo tour” o la “sex roulette” sono un pericolo sul quale è fondamentale soffermarsi sia per le potenziali implicazioni sociali, sia per quanto riguarda i rischi di trasmissione di infezioni.
A rappresentare un motivo di allarme per gli specialisti è innanzitutto l’assenza di consapevolezza.
Ad oggi, come evidenziato da più parti, da molti giovani viene considerata come una vera e propria onta la sconfitta in una challenge hot social, senza considerare in alcun modo la possibilità di aver contratto una patologia dalle conseguenze potenzialmente fatali.
Casi in crescita per diverse infezioni sessualmente trasmesse
In questo momento, in attesa di dati più freschi, è possibile esaminare quelli del 2022, che sono preoccupanti. Due anni fa, il sistema sentinella dell’Istituto Superiore di Sanità ha raccolto segnalazioni relativamente a 1200 casi di gonorrea.
Se si confrontano con i numeri del 2021, che parlavano di 820 casi, si può notare un incremento del 50%.
In crescita anche i casi di sifilide, una patologia dal decorso a dir poco subdolo. Nel 2021 l’ISS ne ha rilevati 580, per passare a 700 nel 2022, con un incremento del 20%.
Guardando questi numeri, si potrebbe pensare a un effetto del ritorno alla socializzazione dopo le restrizioni della pandemia.
Basta fare un piccolo salto indietro nel tempo e guardare al 2019 per accorgersi che il Covid non c’entra nulla. Nell’anno appena citato, infatti, vennero rilevati dall’ISS 610 casi di gonorrea.
Rispetto al 2022, si parla di un aumento del 100%.
Una problematica rilevante portata alla luce dagli esperti riguarda il fatto che, tra i giovani, l’uso del preservativo è poco diffuso. Dal 2014, l’uso del condom tra i quindicenni con una vita sessuale attiva è diminuito verticalmente.
Questo dato preoccupante non riguarda solo l’Italia. Se si considerano solo i dati riferiti dal campione di sesso maschile si parla, dal 2014 al 2022, di una riduzione dell’utilizzo pari al 9%.




