Occhio ai funghi, le specie gemelle velenose di quelli più amati in Sardegna

I funghi velenosi in Sardegna e Gallura.

Funghi che sembrano commestibili e che somigliano a specie innocue, facciamo chiarezza. I funghi i Sardegna e in Gallura sono tantissimi, ma altrettanti sono i rischi sulla salute generati dalla confusione e dalla non conoscenza.

A pochi giorni dall’inizio della stagione di raccolta sono già molti i casi di intossicazione, come quelli avvenuti a Tempio che hanno scambiato dei “Agaricus Xanthodermus” (falso prataiolo) per prataioli “buoni” e gli ultimi a Sassari. Per questo la Assl di Olbia e di Sassari invitano ai consumatori di funghi spontanei a contattare sempre il micologo prima di consumarli. Il Micologo è un esperto in grado di classificare e fare una cernita esatta dei funghi e messo a disposizione della popolazione gratuitamente.

Il falso prataiolo si differenzia da quello buono per la base del gambo ingiallita e l’odore simile a inchiostro. Alla cottura, si rendono ancora più visibili e causa disturbi gastrointestinali.

Anche i porcini hanno i loro “fratelli velenosi”, che possono essere facilmente confusi con quelli commestibili. Una specie di porcini malefici che cresce in Gallura in autunno è il Boletus satanas, che si può distinguere dal suo sosia per il colore della sua carne rossastra. L’originale è marrone. Il fungo causa disturbi gastrici pericolosi, specie se non cotto.

Alcuni hanno solamente un cattivo sapore, come il Boletus radicans, un porcino dal cappello biancastro che si presenta amarognolo senza causare intossicazioni. Sono però quelli convinti che un fungo per essere commestibile debba avere un buon sapore. In Gallura sono tanti i funghi appetitosi ma potenzialmente tossici.

Se non si è convinti di conoscerli bene sarebbe meglio non raccoglierli, o limitarsi ad ammirarli poiché alcuni sono particolarmente belli, come la famosa Amanita Muscaria (ovolo malefico) il fungo velenoso di un rosso acceso e verruche bianche che causa effetti allucinogeni o, peggio, ci si potrebbe imbattere nel mortale Amanita Phalloide, che ha un cappello chiaro/verdognolo.

Non è rosso nè verdastro l’ovolo buono (Amanita caesarea). Il fungo si presenta invece con un cappello arancio senza verruche, lamelle gialle e un gambo giallino. Gli esemplari giovani e “chiusi” delle amanite sono molto difficili da riconoscere sia esteticamente che nel sapore, chiamati ovuli per la loro forma che ricorda un uovo. Il fratello più “bruttino” dell’ovolo malefico è commestibile anche crudo.

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