L’eco del 2 giugno a Caprera: tra Repubblica e Generale

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A Caprera le doppie celebrazioni per il 2 giugno

Conclusa la Festa della Repubblica, che per l’Italia segna la nascita della democrazia ma il 2 giugno ha valore doppio a Caprera. Per il nostro Arcipelago porta con sé una risonanza molto più intima. Il 2 giugno è infatti anche il giorno in cui, nel 1882 alle ore 18:22, Giuseppe Garibaldi esalava il suo ultimo respiro nella sua amata “Casa Bianca” a Caprera. I flussi di visitatori e le commemorazioni ufficiali appena terminate hanno confermato, ancora una volta, la straordinaria potenza di questa coincidenza temporale: l’Eroe dei Due Mondi è scomparso nella stessa data in cui, 64 anni dopo, avrebbe preso forma lo Stato repubblicano.

Tutto esaurito

Durante le visite guidate che hanno registrato il tutto esaurito nei giorni scorsi, i partecipanti hanno potuto rivivere l’atmosfera di quel venerdì del 1882. Garibaldi morì a 74 anni, stroncato da una grave artrite deformante e da una forte bronchite. La tradizione ricorda il suo ultimo sguardo verso due capinere posatesi sul balcone, che il Generale considerò anime venute a prenderlo, prima che l’orologio della stanza venisse fermato per sempre sulle 18:22.

Le celebrazioni hanno riacceso i riflettori anche sul grande dibattito storico legato alle sue ultime volontà. Garibaldi aveva richiesto una cremazione semplice all’aria aperta, avvolto nella sua camicia rossa e su un rogo alimentato dai legni aromatici della sua isola (mirto, lentisco ed erica). Ragioni di Stato e di culto della memoria nazionale spinsero il governo Depretis e la famiglia a negare quel desiderio. Il corpo venne imbalsamato e sepolto a Caprera, all’interno del celebre e monumentale sarcofago in granito grezzo che custodisce tuttora le spoglie del Generale.

Il destino di Caprera

Le giornate appena trascorse hanno ribadito quanto la presenza di Garibaldi abbia cambiato per sempre il destino geografico e culturale di Caprera. Prima del suo arrivo nel 1855, i registri storici descrivono l’isola come un luogo aspro, semideserto e isolato. Fu il Generale a trasformarla in un’azienda agricola moderna e autosufficiente e, soprattutto, nel centro di gravità della politica europea. I documenti dell’epistolario garibaldino ricordano come da questo lembo di Gallura passassero inviati dei più grandi giornali internazionali, intellettuali e diplomatici. Una metamorfosi sancita definitivamente nel 1907 con la proclamazione della Casa Bianca a Monumento Nazionale. Attraverso la figura di Garibaldi, questa piccola isola ha smesso di essere un semplice confine geografico per diventare un punto di riferimento nella geografia ideale della libertà mondiale.

Il doppio 2 giugno

Per la comunità locale e per la Gallura, archiviare un altro 2 giugno significa rinnovare la consapevolezza di questo immenso prestigio internazionale. Custodire la memoria risorgimentale a Caprera non è solo un dovere patriottico, ma l’orgoglio di proteggere un pezzo di storia globale, unendo per sempre le acque del nostro Arcipelago ai valori universali di libertà e democrazia che il Generale ha seminato nel mondo.

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