Cala Coticcio, tra “overtourism” e maleducazione, la spiaggia è a rischio – VIDEO

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Cala Coticcio, “overtourism” con gli accessi dal mare.

La spiaggia di Cala Coticcio continua ad essere oggetto di overtourism e abusi da parte dei turisti, che nonostante i divieti, i controlli e la presenza delle guide, riescono a trasgredire alle rigidissime regole, approfittando delle porzioni di orario in cui sono assenti le guide.

Assenza di un controllore fisso.

Attualmente, la sorveglianza sul rispetto delle regole è affidata principalmente alle guide ambientali. Queste ultime sono responsabili di informare i visitatori che arrivano via terra sui divieti in spiaggia, sul comportamento da tenere durante il sentiero, di illustra il tipo di piante e di rocce presenti lungo il percorso. Inoltre, sono incaricati dal parco di svolgere la tutela ambientale nei confronti dei visitatori che approdano alla spiaggia via mare. Ma gli orari in cui le guide sono presenti sulla spiaggia non consentono una copertura totale.

Attualmente le guide iniziano il percorso verso la spiaggia alle 8:00, alle 9:00, alle 13:30 e alle 14:00. Pertanto, in una finestra temporale che va più o meno dalle 13 alle 14:30-14:45, in spiaggia non c’è nessuno a sorvegliare sul rispetto delle regole.

Il problema principale di questo sistema consiste nel fatto che le guide non garantiscono una copertura totale del tempo in cui la spiaggia è aperta al pubblico.

Un rimedio che potrebbe contribuire a migliorare leggermente la situazione potrebbe consistere nella cadenza regolare di partenza dei gruppi con le guide, con orari delle partenze fissi alle 8:00, alle 10:00, alle 12:00, e alle 14:00, in sostituzione dell’attuale orario.

Ma essendo Cala Coticcio situata in zona a tutela integrale, potrebbe essere opportuno pensare alla presenza di un controllore fisso dalle 8 alle 19, anziché affidare alle guide la sorveglianza sul rispetto delle regole.

Gli approdi via mare favoriscono l’overtourism.

La presenza di persone consentite a Cala Coticcio nell’arco della giornata è di massimo 60 persone divise tra le 4 guide. Ma il sistema dei pagamenti, unitamente alla difficoltà del percorso per approdare alla spiaggia, favoriscono gli approdi via mare.

L’esperienza con approdo via terra dura circa 5 ore. Un’ora per percorrere il sentiero sia all’andata che al ritorno, circa 3 ore di sosta in spiaggia. Costo: 30 euro dai 12 anni in su. Di queste, 24 euro costituiscono il compenso della guida, 3 il ticket del parco, 1 il contributo della transazione su PagoPa. I residenti non pagano il ticket e possono usufruire delle guide che offrono a tale categoria di fruitori l’accompagnamento gratuito.

Chi arriva via mare paga solo la tassa di ingresso al Parco, stabilita in base alla lunghezza della barca, e il pagamento avviene online o attraverso il gommone-biglietteria del Parco, questo favorisce l’overtourism sul piccolo arenile.

Assenza di cartelli che indichino le regole.

Tali fruitori potrebbero sostare solo nel bagnasciuga, e non nella spiaggia. Ma approfittando dell’assenza di copertura integrale dell’orario da parte delle guide, spesso piazza l’asciugamano o il sup sulla spiaggia, addirittura, in alcuni casi, montano gli ombrelloni. Tutte azioni vietate. Ma i più si giustificano con l’argomento dell’assenza di cartelli.

La situazione è quella riscontrabile dalle foto e dal video di Gianpiero Carcangiu presenti in questo articolo. L’auspicio di tanti è quello che la nomina di Rossana giudice a Presidente dell’Ente Parco possa sbloccare la gestione delle criticità, fino a pochi giorni fa frenata dall’assenza di un’investitura definitiva.

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