Associazione esclusa dai corsi, La Maddalena si mobilita con una petizione online

L’appello lanciato dall’associazione.

L’associazione sportiva dilettantistica “Swim Sea” lancia un appello online sulla nota piattaforma Change.org per essere riconosciuta in quanto tale ed avere le strutture per poter svolgere il loro servizio. Sono 307 le firme raccolte fino a questo momento, con l’obiettivo di arrivare a 500, per poter riuscire a garantire un servizio territoriale fondamentale alla cittadinanza maddalenina.

La Swim Sea si occupa principalmente di effettuare corsi di nuoto per bambini e adulti. Nel corso degli anni la Swim Sea ha investito risorse per formare il personale sia in corsi di aggiornamento che in specializzazione per diversamente abili, riabilitazione, salvamento e fitness in acqua.

Nei 7 anni di attività, l’associazione ha formato atleti agonisti che hanno partecipato ai campionati provinciali/regionali di nuoto ottenendo ottimi risultati, nonché ragazzi diversamente abili che hanno vinto i “Giochi Special Olympics” regionali. Oltre a ciò, l’associazione aveva realizzato dei corsi di nuoto in collaborazione con le scuole primarie di primo e secondo grado isolane, insieme alle scuole superiori, ottenendo stima e dimostrando eccellenti competenze.

Nel marzo 2018, però, iniziarono a verificarsi i primi problemi logistici circa le strutture da utilizzare per lo svolgimenti dei diversi corsi offerti dall’associazione. Quest’ultima aveva presentato domanda per proseguire il percorso iniziato negli anni precedenti, utilizzando in permuta la piscina all’interno della scuola militare anche per i mesi settembre / dicembre dello stesso anno. Nonostante ciò, ad ottobre 2018 l’associazione dovette comunicare la sospensione delle attività in seguito alla notevole riduzione del tempo di utilizzo della struttura concessa dalla Marina Militare, 2/3 giorni alla settimana.

Nel dicembre del 2018 la Marina Militare aveva pubblicato una manifestazione d’interesse per offrire in permuta le proprie strutture sportive per tutto il 2019, compresa la piscina. Nello stesso mese la Swim Sea ha presentato la domanda, ma che a tutt’oggi ancora deve ricevere una risposta nonostante i numerosi solleciti. “Con la presente raccolta di firme, si vuole sensibilizzare non solo la Scuola Militare, ma anche l’amministrazione comunale, affinchè la nostra associazione venga riconosciuta quanto meno al pari delle altre. Ciò a significare di adoperarsi al fine di garantirci la possibilità di svolgere le nostre attività”, scrive Sabrina Pinato, presidente di Swim Sea.

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