L’incendio nell’isola di Santa Maria a La Maddalena.
La situazione nell’isola di Santa Maria, nel cuore del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, torna a farsi critica. Nonostante il massiccio dispiegamento di forze e i continui interventi messi in campo sin dalle prime ore dell’emergenza via mare, via terra e per via aerea, il rogo è clamorosamente ripartito. A causa della violenta riaccensione delle fiamme, alimentate dalle avverse condizioni meteorologiche che rendono estremamente complesse le operazioni, si è resa indispensabile una nuova e massiccia richiesta di concorso aereo: sul posto è stato disposto l’invio d’urgenza di due Canadair decollati e di stanza presso l’aeroporto di Olbia, chiamati a supportare i mezzi già operativi dall’alto per arginare l’avanzata del fronte del fuoco.
A tracciare un bilancio della delicata situazione è la presidente del Parco, Rosanna Giudice, che esprime tutta la preoccupazione dell’ente per un territorio tanto fragile quanto prezioso: “Il Parco è seriamente preoccupato: nonostante le forze scese in campo – sia a mare, sia a terra che via aerea – la preoccupazione resta ai massimi livelli. Siamo seriamente preoccupati perché, paradossalmente, per quanto l’isola di Santa Maria sia fortemente antropizzata, è una delle più selvagge che il Parco annovera nel suo arcipelago. Quantificheremo il danno a spegnimento avvenuto, grazie a tutte le forze in campo e a tutti coloro che si sono prodigati nonostante le condizioni meteo avverse”.
Sul posto permane il massimo livello d’attenzione. Il coordinamento interforze – che vede impegnati Corpo Forestale, Protezione Civile, vigili del fuoco, Guardia Costiera e il personale del Parco – sta lottando metro per metro per domare la ripartenza dei focolai. Solo a emergenza definitivamente conclusa e a spegnimento completato si potrà procedere con la stima ufficiale dei danni ambientali subiti da uno degli angoli più suggestivi e selvaggi della Sardegna.
