L’allarme di un commerciante sulla situazione a La Maddalena.
Trentadue anni di inverno, di pioggia, di saracinesche alzate quando in giro non c’è praticamente nessuno. Trentadue anni trascorsi in via Garibaldi a La Maddalena, a presidiare un angolo di strada che non è soltanto un’attività commerciale, ma un vero e proprio presidio di umanità e sicurezza. È lo sfogo amaro e lucido di Luca, affidato a Facebook, a riaccendere i riflettori su un malessere profondo che attraversa i centri storici di tutta Italia: il paradosso di chi accusa i negozianti per un tavolino fuori posto o una sedia ingombrante, dimenticando cosa significhi davvero vivere in un paese senza negozi.
La polemica social.
Negli ultimi giorni la polemica è divampata sui social network e tra i marciapiedi dell’isola. Da una parte la pignoleria di chi misura lo spazio con il righello, lamentando una sedia più larga del consentito, un tavolino stretto o un cartello sulla lastra di granito. Dall’altra la realtà quotidiana di chi la strada la vive e la sostiene da decenni pagando affitti, tasse, contributi e utenze. Ma dietro la polemica burocratica si nasconde una cecità pericolosa, quella di chi non vede il valore invisibile ma essenziale del commercio di vicinato.
Perché un bar o un negozio di quartiere non vendono soltanto un caffè o un servizio. Offrono luce quando il buio d’inverno svuota i vicoli di La Maddalena. Tengono pulito l’isolato quando nessuno passa. Danno un bicchiere d’acqua a chi ha un mancamento, un pezzo di ghiaccio a chi cade, un punto di riferimento sicuro a chiunque decida di fare una passeggiata la sera. Questo lavoro silenzioso ha un costo altissimo, fatto di sacrifici che chi non ha mai gestito una Partita Iva non può neanche immaginare.
Il rischio che chiudano molte attività.
Il rischio reale, denunciato con forza da chi la strada la vive e la difende da decenni, è racchiuso nelle parole stesse del post originale: “Il problema vero arriverà quando le luci inizieranno a spegnersi davvero. Quando una saracinesca resterà abbassata. Poi un’altra. E un’altra ancora. E una strada che oggi vi sembra piena di problemi diventerà semplicemente vuota. E quando Via Garibaldi sarà vuota, forse capirete che quelle attività che tanto vi davano fastidio erano proprio quelle che contribuivano a renderla viva, sicura e bella. Vale per via Garibaldi e vale per tante altre vie dell’isola. Come sta succedendo in tante grosse città dove vie centrali sono diventate dei letamai e ricettacoli di sporcizia oltre che vie di spaccio. Un paese senza attività commerciali non è un paese più tranquillo. È un paese più spento. E quando le luci si spegneranno davvero, sarà troppo tardi per rimpiangerle”.
