La Maddalena fa i conti della tassa di sbarco: come vengono spesi i soldi

I soldi della tassa di sbarco.

È tempo di bilanci per quel che concerne le entrate del Comune di La Maddalena derivanti dalla tassa di sbarco, entrata in vigore nel 2017. Le previsioni relative alle entrate dalla tassa di sbarco, cioè il contributo di ciascun passeggero non residente a La Maddalena che deve effettuare per accedere sull’isola, erano di 1 milione e 850 mila euro. Una previsione che, come dicono i dati, si è realizzata concretamente.

Il tesoretto arrivato nelle casse di Piazza Garibaldi ha permesso di poter finanziare servizi ed in azioni amministrative del paese. Infatti, un terzo circa viene riutilizzato per l’abbattimento della tariffa dei rifiuti per i cittadini isolani. “Una parte di quell’introito lo inseriamo all’interno del piano tariffario della Tari, e serve per abbattere il costo, che poi viene ripartito tra famiglie ed imprese – spiega l’assessore al Bilancio Claudio Tollis -. Dunque, è una questione di equità e di giustizia, perché il rifiuto prodotto dal turismo giornaliero, fino a poco tempo fa, gravava sulle tasche dei cittadini”.

Altri 200 mila euro circa del tesoretto incassato dal Comune viene impiegato nelle manifestazioni turistiche e culturali e per coprire tutte le spese che vi ruotano attorno, come ad esempio i piani di sicurezza, la SIAE, il service, l’ingaggio degli artisti, “tutte spese che, se si guarda alla qualità di tutte le manifestazioni che si fanno, sono ben oculate e non sperperate come qualcuno pensa”, afferma Tollis.

Un’altra parte viene destinata, invece, all’incremento dell’organico della Polizia Municipale, attraverso l’assunzione di vigili stagionali, e un’altra parte invece viene investita per il verde pubblico, la viabilità e la segnaletica, come ad esempio le rotatorie, che in parte sono state finanziate proprio dalla tassa di sbarco.

I fondi reperiti attraverso la tassa di sbarco applicata ai turisti viene così ripartita nel suo reinvestimento “perché la legge istitutiva della tassa di sbarco obbliga poi a reinvestirli in questi settori. La legge afferma che questi soldi si possono spendere in recupero ambientale, promozione turistica, viabilità e abbattimento del costo dei rifiuti, stabilendo quindi i settori in cui ripartirli”, spiega l’assessore Tollis.

“È la fortuna del bilancio comunale se si pensa che altre realtà, avendo questa possibilità, sono in difficolta. Noi siamo fortunati e siamo stati anche coraggiosi perché da 1 euro, abbiamo portato la tassa di sbarco a 2 euro e cinquanta. Prima si incassavano 180 mila euro l’anno attraverso la tassa, ma eliminando una serie di esenzioni ed aumentando anche l’importo di una cifra comunque irrisoria, considerando poi che tutto nel nostro territorio è fruibile gratuitamente, si è raggiunto incassi di 1 milione e 850 mila euro. La scelta si è dimostrata giusta. Certo si può sempre migliorare, però sino ad oggi sono stati spesi in maniera evidente”, conclude l’assessore Tollis.

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