Bollette dell’acqua mai pagate per 30mila euro, condannato un negoziante di Loiri

Riconosciuto dal giudice il debito.

Consumi mai pagati per anni fino ad arrivare a un debito di oltre 30 mila euro e una denuncia ai carabinieri per allaccio abusivo alla rete idrica utilizzando un contatore falso: fa causa ad Abbanoa e il giudice lo sanziona per lite temeraria. E’ l’incredibile vicenda legata al mancato pagamento del servizio idrico da parte di un cliente titolare di un’attività commerciale a Loiri Porto San Paolo.

Il Tribunale di Cagliari ha confermato la legittimità dell’operato di Abbanoa e condannato il cliente plurimoroso. “Siamo impegnati in un intenso lavoro di regolarizzazione che non può prescindere dalla necessità di applicare le regole, uguali per tutti, che Abbanoa con la sua nascita ha introdotto in Sardegna – commenta il direttore generale Sandro Murtas – La lotta alla morosità è un obiettivo assoluto perché è doveroso nei confronti di tantissimi cittadini, la maggior parte, che pagano le bollette. Le risorse sottratte vanno a colpire il servizio essenziale che ogni giorno viene garantito da Abbanoa, pesano sugli investimenti in reti e impianti e procurano un danno all’intera collettività”.

Il gestore aveva attivato nei suoi confronti la procedura di messa in mora relativa a diverse fatture mai saldate. Il cliente effettuava consumi elevati legati alla propria attività (servizi connessi a una stazione di servizio), accumulando un debito consistente. Nel corso degli anni erano stati inviati diversi solleciti, fino ad arrivare all’emissione di un decreto ingiuntivo e alla sospensione della fornitura.

Al decreto ingiuntivo il cliente si era opposto, ma senza presentare ad Abbanoa la notifica obbligatoria. Durante l’istruttoria il giudice ha ordinando di depositare la copia dell’atto di citazione eventualmente notificata, ma il cliente non ha provveduto. La causa è andata quindi a decisione nei giorni scorsi. Il giudice ha preso atto dell’inesistenza della notifica e ha confermato la legittimità dell’operato di Abbanoa difesa dall’avvocato Giuseppe Macciotta. “Non essendo stato notificato l’atto di citazione in opposizione entro il termine di legge”, si legge nella sentenza del Tribunale, “deve essere dichiarata l’efficacia esecutiva del decreto ingiuntivo”. Il giudice ha anche riconosciuto la responsabilità aggravata “avendo parte opponente agito quanto meno per colpa grave”. Da qui la condotta per lite temeraria al pagamento di quasi tremila euro più altri milletrecento euro di spese legali, oltre che il riconoscimento della legittimità del decreto ingiuntivo per oltre 30mila euro.

Sul fronte penale lo stesso cliente è stato già oggetto di denuncia per furto aggravato d’acqua per essersi collegato abusivamente alla rete idrica. Dopo essere finito nell’elenco delle utenze plurimorose, il cliente era stato slacciato. Durante una successiva verifica, i tecnici di Abbanoa avevano riscontrato la manomissione dei sigilli e la presenza di un contatore falso installato senza alcuna autorizzazione. Il fatto è stato immediatamente denunciato ai Carabinieri.

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