Lavori senza permessi sulla costa di Loiri Porto San Paolo

Abusi edilizi lavori Loiri Porto San Paolo

Gli abusi edilizi nei lavori a Loiri Porto San Paolo.

Accertamenti su interventi edilizi e trasformazioni del territorio non autorizzati emergono lungo il litorale di Cala Finanza – Punta La Greca, nel territorio di Loiri Porto San Paolo, dove è in corso un articolato progetto immobiliare legato alle procedure della Zona economica speciale per il Mezzogiorno. Le verifiche condotte dagli uffici comunali e richiamate in una comunicazione della Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Sassari delineano una situazione complessa che riguarda un’area costiera di circa cinquanta ettari affacciata sull’isola di Tavolara.

Secondo quanto riportato dal Gruppo d’Intervento Giuridico, che ha presentato una nuova istanza di accesso civico e ambientale, il Comune avrebbe rilevato la presenza di numerose opere realizzate in assenza dei necessari titoli abilitativi. Tra queste figurano modifiche interne a edifici esistenti, cambi di destinazione d’uso, ampliamenti volumetrici e interventi sulle aree esterne, oltre alla realizzazione di strutture accessorie e percorsi pedonali ottenuti mediante tagli e rimozione della vegetazione spontanea. Durante i sopralluoghi sarebbe stata inoltre individuata una porzione di terreno di circa mille metri quadrati completamente liberata dalla macchia mediterranea e interessata da movimenti di terra con mezzi meccanici, in assenza di autorizzazione, con la presenza di cisterne idriche e materiali da cantiere.

L’amministrazione comunale ha evidenziato come gli interventi siano stati eseguiti senza permesso di costruire, autorizzazione paesaggistica e nulla osta idrogeologico. Nella stessa comunicazione si fa riferimento a lavorazioni riconducibili all’autorizzazione unica Zes numero 74 del febbraio 2026, che risulterebbero realizzate in difformità e nonostante l’inefficacia del provvedimento, attualmente oggetto di opposizioni presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. È stata inoltre preannunciata l’adozione di un’ordinanza per la demolizione delle opere e il ripristino dei luoghi.

La Soprintendenza ha informato gli organi centrali del Ministero della Cultura e il Nucleo tutela patrimonio culturale dei Carabinieri. Il progetto complessivo, promosso dalla società Tavolara Bay, partecipata anche dal gruppo brasiliano Jhsf Participações, prevede la realizzazione di una struttura turistico-ricettiva di fascia alta, con hotel, ville, servizi e infrastrutture, oltre a interventi di riqualificazione e nuove sistemazioni delle aree esterne, inclusi moduli abitativi amovibili destinati al cosiddetto glamping.

L’area interessata ricade tuttavia all’interno della fascia costiera dei 300 metri dalla battigia, soggetta a vincoli di tutela paesaggistica e ambientale e inserita nel piano paesaggistico regionale tra i beni di conservazione integrale. Diversi enti coinvolti nelle conferenze di servizi hanno espresso pareri negativi ritenuti non superabili, tra cui uffici regionali, Soprintendenza e Corpo Forestale. Sono state inoltre segnalate criticità legate alla mancata attivazione delle procedure di valutazione ambientale strategica e di impatto ambientale. Sul piano amministrativo, richieste di annullamento in autotutela sono state avanzate da più organismi regionali e statali. La vicenda resta ora all’attenzione delle istituzioni competenti, mentre proseguono gli approfondimenti sugli interventi rilevati e sulle procedure autorizzative connesse al progetto.

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