Il processo sul crac al Geovillage di Olbia.
Si è conclusa ieri al tribunale di Tempio la lunga vicenda giudiziaria legata al crac del Geovillage di Olbia, con la sentenza pronunciata dal gup Alessandro Cossu nei confronti della famiglia Docche e di altri due imputati. Il giudice ha accolto la richiesta di patteggiamento concordata con il pubblico ministero: quattro anni e cinque mesi per Gavino Docche, ideatore e costruttore del complesso industriale, un anno e quattro mesi per il figlio Fabio e due anni per la moglie Anna Costaggiu. Assolto “per non aver commesso il fatto” il commercialista Gian Luigi Puggioni, mentre Salvatore Bianco, amministratore di una delle società della galassia Geovillage, è stato rinviato a giudizio con inizio del processo fissato per il 10 dicembre.
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Gli avvocati di Puggioni hanno espresso soddisfazione per l’assoluzione, sottolineando la correttezza e la professionalità del loro assistito. Gavino Docche era accusato di bancarotta fraudolenta aggravata, falso in bilancio e mancato versamento di ritenute d’acconto per un maxi debito di 158 milioni di euro, di cui 43 milioni a danno dell’erario e degli enti previdenziali. Accuse analoghe erano rivolte anche a moglie, figlio e Bianco, indicati come amministratori delle società fallite che si erano succedute nella gestione del Geovillage tra il 2012 e il 2021.
Il crac del 28 giugno 2022 aveva portato all’arresto di Gavino Docche, detenuto per tre mesi. La Procura di Tempio aveva contestato la sottrazione volontaria delle somme destinate a imposte e contributi, provocando il dissesto delle società. Dopo il patteggiamento, la vicenda giudiziaria si chiude ufficialmente mentre il complesso, riacquisito dal Cipnes nel 2022, ha cambiato completamente destinazione, puntando oggi sulla formazione.
