Nave incagliata, la rabbia dei produttori: “Hanno fatto morire la cozza di Olbia”

Dopo l’incidente nel golfo di Olbia.

“Sta morendo tutto, sta morendo tutto piano piano. Se tutto va bene siamo rovinati”. Ivan Giua mostra il grappolo delle cozze appena tirato su sulla prua del suo barchino. Non è bello da dire, ma hanno lo stesso aspetto di quando te le dimentichi a cucinare nella pentola per tutta la mattina. Molto diverse da come siamo abituati a comprarle e a mangiarle.

Un colpo di vento e la nave Grimaldi finisce incagliata tra i filari di cozze nel golfo di Olbia

“Là sotto è un disastro”, dice indicando lo specchio di mare di Sa Marinedda, dove Giua ha i filari. O meglio, aveva. La sua produzione è rimasta danneggiata la stessa mattina che la nave cargo della Grimaldi è rimasta incagliata entrando nel porto di Olbia. Secondo il referente delle cooperative Moromar ed Il Faro non ci sono dubbi che sia stata la nave a mandare a fondo tutte le cozze e a distruggere i filari.

“Ci hanno distrutto un anno di lavoro – si dispera Giua, che con suo cugino Christian è tra i maggiori produttori colpiti da quella mattina -. Sono venuti i periti a vedere, ma ormai è tutto compromesso. Le cozze sono state ammassate una sull’altra sul fondo, stanno morendo soffocate. Non si fa così”. Giua è stato anche uno dei promotori del Consorzio dei mitili di Olbia. L’amarezza così è ancora più forte. “È da anni che lavoriamo per far crescere il nostro prodotto. Per far crescere la cozza di Olbia. Qui ho tutto distrutto e non so nemmeno chi e quando mi risarcirà”.

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