Scrittori, eroi di guerra e personaggi storici, quanti nomi sconosciuti nelle strade e nelle piazze di Olbia – PARTE 1

A chi sono dedicate alcune vie di Olbia.

Alcuni toponimi della città sono stati dedicati a personaggi olbiesi e sardi. Molti di loro sono sconosciuti, anche se hanno dato un grande contributo alla storia della Sardegna e dell’Italia. Dieci vie di Olbia dedicate ai personaggi che hanno fatto grande la nostra Isola.

Via Fausto Noce. La via che costeggia l’omonimo parco urbano è intitolata all’aviatore che visse durante la prima guerra mondiale e che fu legato molto ad Olbia. La sua intitolazione a Fausto Noce risale al 21 giugno 1921, quando il parco era un campo di aviazione e Fausto Noce poco più che ventenne e in qualità di aviatore prendeva parte a missioni eroiche durante la prima guerra mondiale. Ancora oggi, di fronte al parco, è presente la torre di controllo.

Via Grazia Deledda. Nata a Nuoro, 27 settembre 1871, Grazia Deledda, è stata una scrittrice italiana e vincitrice del Premio Nobel per la letteratura 1926, prima donna italiana a ricevere questo premio. Celebre il suo romanzo Canne al vento che descrive la Sardegna rurale del primo Novecento, tra povertà e tradizioni ancora maschiliste all’interno delle famiglie.

Via Angioj. Giovanni Maria Angioj nato a Bono, 19 aprile 1751 – fu un rivoluzionario, politico e funzionario del Regno di Sardegna, considerato un patriota sardo dall’autonomismo ed indipendentismo isolano perché si ribellò ai Savoia contro i privilegi feudali. Oltre che politico, fu anche imprenditore, banchiere, Giudice della Reale Udienza e docente universitario.

Via Eleonora d’Arborea. Eleonora d’Arborea è stata giudicessa d’Arborea, vissuta tra il 1347 e 1404 nota anche per l’aggiornamento della Carta de Logu, con l’ammodernamento di alcune norme che contengono elementi della tradizione romano-canonica, di quella bizantina, della giurisprudenza bolognese e catalana ma soprattutto dell’elaborazione giuridica locale delle consuetudini sarde. La Carta rimase in vigore in Sardegna per secoli, fino alla sostituzione col codice di Carlo Felice di Savoia, nel 1827.

Via Tenente Cossu. Fausto Cossu fu ufficiale dei Carabinieri, nel 1942 prese parte alle operazioni dell’Esercito italiano in Jugoslavia. Nacque a Tempio Pausania il 25 maggio del 1914 e prese parte alla Resistenza italiana, organizzando la “Compagnia carabinieri patrioti”. Liberò Piacenza il 28 aprile 1945.

Piazzetta Rita Denza. La piazza ancora poco conosciuta a Olbia sorge di fronte all’ex Hotel Gallura ed è dedicata alla proprietaria dell’albergo, scomparsa pochi anni fa. Il ristorante Gallura fu celebre nel nord Sardegna per la qualità dei piatti della ristoratrice, tipici della tradizione culinaria sarda. Negli anni ha ospitato anche vip ma chiuse a causa di uno sfratto. La pizza fu intitolata in omaggio a Rita Denza nel 2014.

Via Antonio Gramsci. Per chi non lo sapesse Antonio Gramsci era sardo, di Ales. Fu un politico, filosofo, politologo, giornalista, linguista e critico letterario italiano e tra i fondatori del Partito Comunista d’Italia nel 1924. Diede un contributo nella tradizione filosofica marxista, anche durante gli anni della sua detenzione.

Via Bazzoni-Sircana. Antonio Sircana e Roberto Bazzoni erano due volontari olbiesi che hanno perso la vita in un disastro aereo nel 1999 in Kosovo durante la guerra.Antonio Sircana,44 anni era medico e amico di Roberto Bazzoni, 37 anni, tecnico ortopedico e titolare di una ditta a Olbia. Partirono insieme per aiutare i bambini vittime della guerra. La via vicino all’Ospedale di Olbia non porta casualmente il loro nome: è un omaggio anche al loro contributo come medici nella città.

Piazzetta Panedda. Dionigi Panedda, di Bitti (Nu) ma olbiese poiché trascorse buona parte della sua vita ad Olbia, fu insegnante, studioso di storia e archeologia. Pubblicò alcuni scritti su Olbia nel periodo punico e romano. La piazza dove si affaccia la Biblioteca comunale di Olbia è dedicata allo storico.

Piazza Amucano. Di recente intitolazione, il piazzale vicino alla Stazione è un omaggio al dottor Marco Agostino Amucano, nonno del noto archeologo olbiese. Amucano è stato un personaggi più importanti nella storia olbiese. Fu sindaco di Olbia nel 1948 ed è stato il primo cittadino laureato in Medicina e Chirurgia della città.

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