L’edificio dell’ex scuola di Poltu Quadu a Olbia è in stato di degrado.
Transenne, cartelli di divieto e calcinacci che si staccano dalle facciate raccontano lo stato di degrado in cui versa l’ex scuola di Poltu Quadu a Olbia. L’edificio, affacciato sul golfo e a pochi passi dall’area in cui ogni anno sosta una colonia di fenicotteri rosa, continua a essere percepito come un “mostro” urbano in rovina. La demolizione non è mai stata presa in considerazione. Mentre resta in piedi l’ipotesi di una ristrutturazione completa, i cui tempi non sono però ancora definiti.
Nel 2023 la Regione, proprietaria della struttura dell’ex scuola di via Macerata a Poltu Quadu, aveva stanziato 10 milioni di euro per trasformare il palazzo in un nuovo polo di uffici regionali. L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Settimo Nizzi, ha confermato che l’iter procede, anche se non esiste un cronoprogramma preciso. L’intervento rientrerebbe nelle azioni legate al progetto Iti. Che punta alla rigenerazione della sponda sud del golfo con piste ciclabili e un grande parco sul mare.
Il palazzo, costruito negli anni Settanta per diventare un istituto alberghiero, non fu mai utilizzato per lo scopo originario. Negli anni successivi ospitò scuole, asili e soprattutto uffici comunali, poi trasferiti nella nuova sede di corso Umberto. Abbandonato in gran parte dal 2023 per ragioni di sicurezza, l’immobile è stato oggetto di un’ordinanza che ha imposto la messa in sicurezza dell’area circostante. Come scrive La Nuova Sardegna, a questo si è aggiunto uno stanziamento di 185mila euro per interventi urgenti sulle parti più a rischio.
Nonostante le condizioni precarie, una parte dell’edificio è ancora attiva: qui trovano posto gli uffici di Abbanoa, alcune associazioni di protezione civile e il comando della polizia locale. Quest’ultimo, però, è destinato a trasferirsi altrove. L’ipotesi è quella di spostarlo nell’attuale sede dell’Agenzia delle entrate, in zona industriale.
