Nuovi parcheggi a pagamento a Olbia, è subito polemica: “Ci rimetteranno i negozianti”

La Coalizione civica e democratica sui parcheggi di Olbia.

“È curioso come la Giunta Comunale il 13 agosto abbia avuto l’urgenza di riunirsi per attivare i nuovi parcheggi a pagamento e per l’applicare delle nuove tariffe. Altrettando curioso è leggere in delibera la giustificazione riportata in premessa per giustificare il tutto”.

La decisione di istituite una nuova tornata di parcheggi a pagamento a Olbia non poteva non scatenare le polemiche. La Coalizione civica e democratica, l’opposizione in Comune, le mette nero su bianco, per dar voce alla fronda degli scontenti. Secondo l’amministrazione comunale l’attivazione dei parcheggi a pagamento è vista come una forma di promozione della qualità urbana, vivibilità e sostenibilità e tutela ambientale della città, e anche come un modo di disincentivare il traffico veicolare privato. “Una giustificazione un po’ singolare quando si parla di voler mettere a pagamento nuovi parcheggi”, scrivono i consiglieri Rino Piccinnu, Patrizia Dessole, Amedeo Bacciu e Ivana Russu.

“Di una cosa siamo sicuri, il flusso veicolare privato senza dubbio sarà notevolmente diminuito – proseguono -, a scapito però dei piccoli commercianti e ristoratori del centro storico, che già faticosamente, cercano di competere con i grandi distributori dei centri commerciali, dove i parcheggi, tra le altre cose, sono gratuiti”.

I consiglieri ricordano che sono ancora “chiusi i parcheggi, ad oggi gratuiti e pronti ad essere immediatamente utilizzabili, difronte alla Lega Navale, alle porte del Centro Storico, dal momento in cui i parcheggi del molo Bosazza e del Molo Brin sono costantemente colmi”.

Adesso la speranza è “che l’amministrazione comunale si faccia parte attiva nel voler creare forme di agevolazione sotto forma di sconto del prezzo del ticket del parcheggio, per chi volesse acquistare, mangiare o semplicemente bersi un buon bicchiere di vino al centro storico di Olbia”.

Ma, secondo l’opposizione, la motivazione di questa scelta è molto più semplice di quello che si crede: “Sa tanto di un tentativo poco elegante per voler far cassa, ancora una volta con le tasche dei cittadini, affinché si possano liquidare i numerosi ricorsi, in parte già accolti, in merito alla recente complicazione del tema che si chiama Ztl”.

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