Una donna ha raccontato di essere stata pedinata a Olbia.
Un post di ringraziamento su social che racconta una serata di paura, ma anche di grande solidarietà a Olbia. È quello scritto da una donna sui social, decisa a rintracciare e ringraziare pubblicamente un gruppo di giovani che, la sera precedente, l’ha protetta da una situazione potenzialmente molto pericolosa.
La donna ha raccontato di essere stata pedinata da uno sconosciuto mentre si trovava in strada, poco distante dal centro di Olbia. Il fatto sarebbe accaduto ieri sera, 12 luglio. In preda all’ansia e intuendo il pericolo, ha incrociato una comitiva di ragazzi e ragazze, chiedendo loro aiuto. I giovani non si sono girati dall’altra parte: hanno capito immediatamente la gravità della situazione, l’hanno protetta e sono rimasti con lei finché non è stata al sicuro.
L’appello sui social.
”Vorrei ringraziare il gruppo di ragazzi e ragazze che ieri sera a Olbia mi hanno aiutata per via di un uomo che mi stava pedinando”, si legge nel post condiviso su Facebook. La paura, però, non svanisce in un secondo. Poco dopo, il compagno della donna l’ha raggiunta in auto appena staccato dal lavoro. Proprio la forte tensione emotiva e la fretta di mettersi al sicuro hanno impedito alla vittima di esprimere la gratitudine che avrebbe voluto.
”Ho detto loro grazie, ma quando stavo salendo in macchina con il mio compagno rientrato da lavoro ero ancora in panico e non ho ringraziato bene”, conclude la donna nel suo appello social, sperando che il messaggio arrivi ai diretti interessati.
Un episodio che accende nuovamente i riflettori sul tema della sicurezza a Olbia, ma che allo stesso tempo mostra il volto migliore della gioventù locale: ragazzi pronti a intervenire e a fare la differenza per la sicurezza di una cittadina. Purtroppo però, attraverso il suo racconto, è emersa anche un’altra faccia della città: quella pronta a giudicare una donna che decide di mettere da parte il silenzio e raccontare la sua spiacevole situazione.
Un fenomeno, chiamato victim blaming, molto diffuso anche in Gallura e che appartiene a contesti chiusi dove le violenze sulle donne sono ancora percepite come ”fatti privati” anche se la cronaca ci suggerisce purtroppo di tenere alta la guardia verso i femminicidi, che anche nel 2026 hanno registrato dati che confermano una stabilità dei casi.
