Reportage da Porto Rotondo, tra rifiuti abbandonati per strada, differenziata fatta male e pochi controlli

La scoperta del Partito sardo d’Azione.

Ai turisti in vacanza a Porto Rotondo non piace fare la differenziata.
La segnalazione è della sezione sardista olbiese che ha deciso di dare voce all’esasperazione di alcuni  operatori del Consorzio Turistico. Gli abitanti pare si siano rivolti un po’ a tutti in questi mesi: alla Devizia, la società incaricata della raccolta dei rifiuti, al Comune, che avrebbe detto di non avere personale da inviare per i controlli, ai turisti stessi, che sembra facciano finta di capire, ma nei fatti differenziano poco o addirittura nulla, gettando umido con plastica, carta e pannolini.

Ai volenterosi operatori spesso non rimane che l’ingrato compito, finché reggono al fetore, di aprire le buste, infilarci le mani, cercando di tirare fuori e rimettere i rifiuti nel posto giusto. “Noi abbiamo raccolto la segnalazione – dichiara Lidia Fancello la segretaria olbiese del PSD’Az -, ma prima di pronunciarci, ritenevamo doveroso accertarci di persona del problema”.

Dunque, armati di macchina fotografica, i sardisti si sono fatti un giro del villaggio, scambiando anche qualche impressione con i turisti. Come si evince dalle fotografie, i villaggi si sono dotati di punti di raccolta, perfettamente mimetizzati nell’architettura smeraldina, abbinati a badge con banda magnetica, tanti quanti sono gli appartamenti dei residence, suddivisi per blocchi. Ma davanti ad alcuni punti di raccolta si sono formate delle piccole discariche. Qualcuno deve aver pensato che forse era meglio depositare lì i rifiuti, piuttosto che mollare le buste in una cunetta.

 
La Devizia ha attaccato ad ogni porta dei punti raccolta un cartello che la dice lunga sul comportamento dei residenti: “In questo box la Devizia ha riscontrato dei conferimenti non corretti e ha applicato ad ogni sacco rifiuti, considerato sbagliato, una busta gialla di avvertimento. Ove l’errore si ripetesse il Comune di Olbia su indicazione della Devizia provvederà all’applicazione delle sanzioni il cui pagamento è dovuto in solido da tutti gli intestatari del box…”.

“Al momento, a meno che non ci sia sfuggito qualcosa, non ci risulta che sia stata elevata alcuna multa – dichiara la segretaria sardista – e questo fa pensare che si stia usando il guanto di velluto nei confronti di turisti riluttanti. Non siamo altrettanto sicuri che tale delicatezza verrebbe applicata nei confronti dei residenti olbiesi qualora fallissero la differenziata. Sembra che in Sardegna si mandi in vacanza tutto e con le preoccupazioni anche il senso civico e l’educazione. Questo è un fatto ormai dimostrato”.

La ricognizione fotografica va meglio fuori dei cancelli delle ville dove i mastelli sono in bellavista: nella carta c’è la carta, nella plastica c’è la plastica e via dicendo. Lasciato il villaggio si arriva in una zona grigia, dove non si capisce bene di chi siano le competenze, che poi dovrebbe essere il biglietto da visita di Porto Rotondo, ovvero la verde rotatoria di Rudalza, che accoglie chi proviene in direzione Olbia.

 
In un parcheggio sterrato di lì a pochi metri, proprio di fronte a un supermercato, c’è una piccola discarica a cielo aperto. Chi ha il dovere di vigilare su questo tratto? “Forse sarebbe proprio il caso di piazzare qui un’isola ecologica per i turisti di passaggio – fa notare Fancello -.  Ma le domande sono anche altre: quanto costerà la raccolta di rifiuti che non potranno più essere differenziati? E chi se ne farà carico?”.

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