Il Tar si esprime sul progetto riguardo il porto di Olbia.
Il Tribunale amministrativo regionale (Tar) ha confermato lo stop ai dragaggi dei fondali del porto di Olbia e ha respinto l’uso delle vasche di colmata per il deposito del materiale di escavo nell’Isola Bianca e a Cocciani. Il Tar ha così accolto le ragioni del ministero della Cultura, intervenuto nella procedura di valutazione di impatto ambientale davanti al ministero dell’Ambiente.
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Il ricorso presentato dall’Autorità portuale mirava all’annullamento del decreto che aveva espresso giudizio negativo sulla compatibilità ambientale del progetto, finalizzato a portare i fondali del porto a -10 metri e quelli della canaletta a -11 metri, con particolare riferimento alle vasche di colmata nord davanti al pontile ex Palmera. Il Mase, insieme al ministero della Cultura, aveva già espresso parere contrario. Secondo il Tar, il progetto non ha motivato adeguatamente la finalità della realizzazione delle vasche, limitandosi allo stoccaggio del materiale di dragaggio e alla parziale messa in sicurezza dell’area. Il tribunale ha sottolineato l’assenza di alternative logistiche e l’impossibilità di mitigare o rendere reversibile l’intervento, precludendo alle amministrazioni di valutare soluzioni diverse.
L’Autorità portuale aveva invece sostenuto che le vasche fossero necessarie per rispettare le normative sul deposito dei sedimenti non sversabili in mare e che l’area, già industrializzata, non rientrerebbe nei vincoli del ministero della Cultura. Nonostante queste osservazioni, il Tar ha confermato il diniego, evidenziando la tutela del paesaggio e dei valori culturali come criterio determinante.
