La storia terribile del cane salvato a Olbia.
Tredici anni legato con una catena a Olbia. E’ l’orrore che ha dovuto vivere un cane, chiamato Rex e affidato ai volontari della Lida. L’animale è stato liberato con il corpo segnato dai maltrattamenti: una massa sospetta, un occhio compromesso e magrezza. Per lui ora inizia un percorso di cure, dignità e, se possibile, un’adozione del cuore.
LEGGI ANCHE: Cane malato ucciso con la roncola a Santa Teresa, 52enne sconterà 4 mesi
A raccontare l’orrore è l’associazione Lida, che vuole ribattezzarlo come Rintintin come simbolo della sua rinascita. “Cambiare nome non cancella tredici anni di catena, non riscrive ciò che hai sopportato. E soprattutto, non deve cancellare la verità: tutti devono sapere che per 13 anni sei stato legato, fermo a guardia del nulla, con il tempo che ti consumava il corpo e la speranza”.
Una storia che fa rabbia e che l’associazione che gestisce il rifugio olbiese non vuole raccontare per fare una caccia alle streghe, perché “non serve urlare contro qualcuno, ma serve guardare in faccia la realtà e dire alta voce, che tenere un cane alla catena è una pratica crudele e inutile, che spegne la vita giorno dopo giorno”, scrivono in un post sui social. “Chi ha scelto questo per te si vergogni pure leggendo la tua storia, non per le telefonate ricevute, ma per ogni inverno che hai passato al freddo, per ogni estate sotto il sole, per ogni giorno senza carezze, senza passeggiate, senza libertà, senza amore”, proseguono i volontari.
Le ferite.
A causa della condizione di cattività il cane oggi presenta ferite profonde sul collo ma anche malattie, segno che non ha ricevuto cure. Non ha ricevuto neanche cibo, igiene e carezze. Il pelo è arruffato e sporco. Inoltre ha un sospetto tumore e cecità.
”La fame antica di chi ha avuto poco o nulla: hai affondato il muso in una ciotola di crocchette piccole, quasi soffocando per la fretta di sentirti vivo. Ora sei libero dalla catena e sei con noi e qui conta solo una cosa: curarti, rispettarti, ridarti dignità. Faremo esami completi, terapie del dolore, valutazioni specialistiche per la massa e per l’occhio, un piano nutrizionale dedicato per farti riprendere senza rischi, una toelettatura gentile, un posto caldo dove riposare. Se potrai cercheremo per te un’adozione del cuore e se non sarà possibile, avrai comunque il meglio: attenzioni, cure, dignità fino all’ultimo giorno”, sono ancora le parole dei volontari della Lida di Olbia. L’associazione ha inoltre inviato una richiesta di aiuto per cibo, spese veterinarie, visite, esami, farmaci e interventi.
