L’ultimo saluto a Pietro Contu di Sant’Antonio di Gallura.
Un’intera comunità si è stretta oggi in un abbraccio commosso e silenzioso per l’ultimo saluto a Pietro Contu, il 22enne la cui tragica e prematura scomparsa a Roma ha scosso non solo la sua famiglia, ma l’intera Sardegna. L’oratorio di Sant’Antonio di Gallura, luogo scelto per le esequie, non è riuscito a contenere l’enorme folla di amici, parenti e semplici conoscenti che hanno voluto rendere omaggio a un ragazzo descritto da tutti come solare e pieno di vita.
Il piccolo oratorio era piena all’inverosimile, e molti hanno dovuto seguire la cerimonia dall’esterno. La presenza di tutte le autorità locali – magistrati, procuratori, il sindaco, rappresentanti della Guardia di Finanza e avvocati del foro di Tempio – ha testimoniato il rispetto e l’affetto che la comunità nutriva per il giovane e per la sua famiglia.
La cerimonia, sobria e toccante, è stata un momento di profonda riflessione sulla fragilità della vita, ma anche sulla forza dei legami umani. Tra i banchi, accanto ai familiari visibilmente provati, c’erano molte figure di spicco del mondo istituzionale e giudiziario, venute a manifestare il loro sostegno al padre di Pietro, il giudice Marco Contu. La sua figura, nota per la sua integrità, oggi era quella di un padre straziato dal dolore, sostenuto dall’affetto di una comunità intera.
Durante l’omelia, il sacerdote ha dipinto un ritratto toccante di Pietro, sottolineando più volte la sua intelligenza superiore. Ha descritto un ragazzo che non si curava delle apparenze, ma che amava la sostanza, una persona che voleva essere se stessa, a prescindere dal fatto di essere il figlio di un noto magistrato. “Pietro non dava importanza alla forma, ma alla sostanza – ha detto il parroco -. Voleva distinguersi per la sua personalità e non per la sua notorietà”. Nonostante la sua forte personalità, era una persona umile e profondamente legata alla famiglia, dalla quale amava ricevere affetto e coccole.
Il sacerdote ha ricordato anche i tanti progetti che il giovane aveva in serbo, sottolineando la sua propensione a non ostentare mai la sua condizione. Le parole del parroco hanno risuonato in un oratorio in lacrime, confermando l’immagine di un ragazzo dalle qualità rare, che ha lasciato un vuoto incolmabile. La tragedia di Roma ha spezzato una vita ricca di promesse e progetti, ma il ricordo di Pietro, della sua intelligenza e della sua umiltà, rimarrà vivo nel cuore di chi lo ha conosciuto.
