Il gruppo Youth di Sant’Antonio di Gallura.
Una band formata in sala prove, cresciuta a Sant’Antonio di Gallura tra musica e amicizia, ha conquistato il podio al festival canoro “Grande Festival della Musica e Rassegna” all’interno della manifestazione “La Bruttea in Carrera 2025”. Sono gli Youth, formazione nata nel progetto Rec & Play, promosso dal maestro Ottavio Cocco presso la Centro Musica Academy by Sonora. la musica ha unito otto ragazzi in un’avventura che è andata ben oltre un palco e un premio. Si chiamano Youth – “gioventù” in inglese – e hanno fatto loro questo nome per ricordare chi sono e da dove partono: un gruppo di giovanissimi, dai 14 ai 20 anni, cresciuti tra prove, sorrisi, discussioni e una passione che li spinge a guardare avanti.
Tutto è iniziato al Centro Musica Academy by Sonora, dove il maestro Ottavio Cocco ha dato vita al progetto Rec & Play: un’idea semplice e potente, nata per far sì che i ragazzi non solo imparassero a suonare, ma potessero registrare un brano e tenerlo tra le mani, su un vero 45 giri. “Volevamo offrire loro una strada concreta per approcciarsi alla musica in modo creativo e autentico – racconta Cocco -. La formazione delle band è una parte essenziale del progetto. Band come Youth, Shot, Frame e Luna Strong si sono create proprio all’interno della nostra scuola e hanno trovato in essa un punto d’incontro per le prove. Questo scambio di note, accordi e emozioni tra i ragazzi è fondamentale: condividere esperienze musicali arricchisce la loro crescita personale e artistica”.
Loro sono Elia Mannu (chitarra elettrica), Matteo Ferinaio e Marco Fenu (batteria), Sophia Loverci e Rebecca Garau (voce e cori), Fabrizio Meloni (chitarra acustica), Fabio Arru (basso) e Gioia Gosciu (pianoforte).
Le prove hanno forgiato il gruppo. Sophia ricorda il momento in cui il nome è diventato ufficiale: “La nostra età riflette anche il nostro modo di fare musica e di stare sul palco”. Gioia sorride pensando a come il carattere di ciascuno abbia contribuito: “All’inizio non avrei detto che eravamo una band. Poi, dopo Sant’Antonio, ci siamo capiti bene e ci siamo sentiti davvero uniti”.
L’intesa non è nata solo dalla musica, ma anche dalle piccole sfide: “Siamo tutti caratterialmente molto simili – spiega Fabio – e questo ci ha reso più in sintonia, sia in sala prove che sul palco”. Elia conferma: “Da subito si è creata un’intesa che ci porta a suonare in un ambiente di serenità e complicità”.
Sul palco del festival “Bruttea in Carrera 2025“, il loro obiettivo non era vincere, ma fare una bella figura. Eppure, la vittoria è arrivata. “La cosa che speravamo di più era un’esibizione di buon livello, e penso che ci siamo riusciti” dice Sophia. Gioia ricorda persino un piccolo imprevisto: “A un certo punto è partito un audio per errore… ci siamo messi a ridere e abbiamo continuato, senza distrarci. È stato lì che mi sono detta: siamo davvero un gruppo”.
Quando gli si chiede cosa avrebbero portato a casa senza il primo posto, la risposta è sorprendentemente unanime: l’esperienza. Per loro il vero premio sarebbe stato comunque esibirsi davanti a un pubblico vero, conoscere nuovi amici, condividere il palco con altri giovani musicisti e far ascoltare i primi brani originali a più persone possibili. Come dice Matteo Ferinaio, “per un musicista, la cosa più importante è far arrivare la propria musica a nuove orecchie: quello resta, anche senza una coppa”.
Il premio in denaro, 450 euro, servirà a realizzare un videoclip, un passo importante per il progetto Rec & Play. Ma per Cocco il traguardo è già raggiunto: “Vederli crescere come musicisti e come persone è il vero successo”. Lo dimostra anche la storia di Gianfranco, un ragazzo non vedente che ha composto il brano Sale: “Il suo impegno è stato esemplare – ricorda Cocco – e l’applauso finale della band è stata una vittoria per tutti”.
Ora gli Youth guardano avanti, pronti a scrivere e interpretare le proprie canzoni. Matteo sintetizza lo spirito del gruppo: “Essere una band non è solo suonare insieme, ma esserci l’uno per l’altro nei momenti di lavoro o di bisogno. Lavoriamo ogni giorno per costruire la nostra identità. E questa è solo la prima tappa“.
