Posti letto e tasso di contagi, i motivi per cui la Sardegna diventa zona arancione

La Sardegna zona arancione da domani.

Era nell’aria da un paio di settimane e ciò che si temeva è diventato realtà: la Sardegna passa da zona gialla a zona arancione, con tutti gli ulteriori divieti e restrizioni che questo passaggio comporta. Il passaggio avverrà da domani 24 gennaio, in ottemperanza all’ordinanza del Ministro della Salute Speranza e resterà in vigore sino a quando i parametri della nostra isola non diminuiranno.

Avere un indice Rt al di sotto dell’uno, precisamente 0.97, non è risultato sufficiente, perché per restare in zona gialla, occorre rientrare anche in altri parametri. Che di fatto registrano un peggioramento della situazione sanitaria sarda, nell’ultima settimana, ovvero quella dall’11 al 17 gennaio.
I casi di positività ogni 100.000 abitanti
sono passati da 1.007 a 1036, con un aumento del 4.6%, l’occupazione dei posti letto nelle terapie intensive è attualmente pari al 31%, dunque sopra la soglia massima del 30%, il tasso di positività, nelle ultime 24 ore, è passato dallo 3.97% al 6%, secondo il bollettino sanitario diffuso dall’unità di crisi regionale.

“Non possiamo abbassare la guardia – afferma Nicola Addis, presidente dell’Ordine dei medici della Provincia di Sassari – Il rischio è che la situazione precipiti e che si sviluppi la terza ondata. Ci sono segni premonitori che sono delle avvisaglie di quanto avverrà nelle prossime settimane: a cominciare dai clusters nei piccoli paesi o nelle scuole”.

L’ordinanza della Regione ha rimandato l’apertura delle superiori al prossimo primo febbraio. “Le rassicurazioni dei presidi in merito al rispetto delle norme anti covid nei loro istituti, non sono sufficienti. La chiusura delle scuole è una scelta impopolare: ma anche il 50% degli studenti che si spostano rappresenta un numero troppo elevato. Occorre tamponare tutti, scovare gli asintomatici e poi vaccinare tutti. Cosa che spero avvenga entro l’estate”, conclude Addis.

Fa chiarezza sui motivi della zona arancione l’assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu. “Di fatto siamo stati declassati sulla base dei dati della scorsa settimana, secondo i quali siamo stati considerati dal Ministero della Salute come a rischio alto – spiega l’assessore -. Questa mattina a Sassari abbiamo inaugurato trenta posti di terapia intensiva. Già solo questo ci permetterà di abbassare la soglia del tasso di occupazione dei posti letto, al di sotto del 30%, riportandolo ben al di sotto di quel 31% registrato la settimana scorsa. Rispetto alla decisione del governo, al momento non possiamo fare altro che prenderne atto, ma abbiamo avviato da tempo un percorso con il ministro della Salute, che sono certo ci riporterà presto nelle condizioni sanitarie tali da poter rientrare in zona gialla”.

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